Tuti i colori del tè:

   
   
   
   
mercoledì, luglio 16, 2008

Sabato ero a Viareggio per il matrimonio di una lontana cugina: una scusa come un'altra per mettersi un bel vestito e mangiare in un posto chic. In realtà adoro i matrimoni e ho adorato tantissimo quello della cugina, soprattutto il vestito (e le ho anche già chiesto se posso rubarglielo, ovviamente...) e il luogo del ricevimento era terribilmente romantico, peccato non ci fossero giovani della mia età da sedurre.

Domenica pomeriggio, nemmeno 24h dopo il mio rientro a casa, ero su un comodo treno per Torino con Arancione e il libro per la preselezione al Ministero dell'Istruzione. Preselezione che, per la cronaca, è andata anche meglio di quanto sperassi, un pò perchè c'era circa un quarto delle persone previste, un pò perchè sembra che a furia di studiare diritto amministrativo qualcosa in testa mi rimanga. Non che io creda di averlo passato, ma la soddisfazione di non averle messe tutte a caso c'è. Tanto, poi, i risultati non si sapranno fino a dicembre e, se tutto va come deve andare,  io sarò già da qualche mese in Irlanda.
Tornando a Torino, ogni volta che ci vado è un pò come tornare a casa e un pò come rinascere ad ogni passo fatto, ad ogni autobus preso e ad ogni incontro fatto. Questi giorni, tra l'altro, sono stati caratterizzati da un'intensa vita sociale e addirittura da un incontro inaspettato.
Lunedì sera cena con i compagni di corso di Aran, che sono molto molto simpatici e mi hano fatto sentire a mio agio (e il vino ha sicuramente aiutato); martedì entro da Zara per comprare un golfino nero in saldo (visto che ero partita con solo roba estiva, ah che donna intelligente) e con grande stupore incontro l'ex collega dell' IIC Simone. Che era di Torino e che era rientrato dall' Erasmus lo sapevo, ma incontrarlo davvero per caso mi ha sorpreso, tanto più da Zara. L'avessi incontrato in via Pò, tanto per dire, mi avrebbe stupito meno.
La sera aperitivo e cena con Aran e Yriaf, il tutto corredato da foto molto stupide che fan sempre piacere. In tutto questo avrei dovuto anche vedere la new entry dell'Allegro Gruppo Vacanze Piemonte, ma prima mi ha detto "vediamoci" poi "non vediamoci che ho troppo da studiare"; ho anche provato a contattare il Sommo Maestro di Perfidia, ma era impegnato pure lui. Non si può più fare affidamento sui giovani come una volta!

Detto questo, sabato mattina all'alba partirò per quel di Nettuno dove mi attende la mia socia parigina Desirée, la sua casa al mare e una festa di laurea subito appena arrivata, tanto per iniziare in tranquillità. Se il mare, la spiaggia, il caldo e l'eccessiva tranquillità non mi annoieranno nel giro di pochi giorni, il programma prevede la mia permanenza fino al primo di agosto: magari quest'anno riuscirò anche ad abbronzarmi come si deve, non che sia fondamentale, ma visto tute le gonne che mi sono comprata è bene approfittarne.

Infine, il mese di agosto preve una capatina in quel di Arese, sennò la mia F.U. mi strangola viva, e una in quel di Novara (che è proprio il mese ideale per andarci) perchè son troppi anni che non bacio e abbraccio la Shorelì e la cosa mi manca. Entrambe le trasferte, però, sono ancora in fase di organizzazione e non è detto che si faranno. Molto dipenderà da quanti soldi mi resteranno al mio ritorno dal mare. C'è qualcun altro che vuole che lo/la vada a trovare? Che tanto la valigia è sempre pronta.

| .D.a.R.k.A.n.G.e.L. e il suo tè delle 22:23 |
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lunedì, giugno 09, 2008

Per sopperire alla morte annunciata di RockFM Pj propone altre radio in streaming, ma il problema del "cosa ascolto in macchina" permane. Anche perchè nella mia macchina posso ascoltare solamente audiocassette, sono tirchia e non compro un'autoradio con lettore cd (o addirittura MP3 ).

I (lunghi) festeggiamenti per il mio compleanno sono andati benissimo, soprattutto perchè ora ho un sacco  di libri fighissimi da leggere, che cercherò di farmi durare il più a lungo possibile, anche perchè il concorso del 16 luglio a Torino si avvicina.
Finalmente la Val e la Kya hanno realizzato uno dei miei più graziosi sogni consumistici e mi hanno regalato un pigiama Benetton. Se venisse leggermente più caldo potrei anche mettermelo e sarei più contenta.

Venerdì sera sono andata allo spettacolo teatrale della Bimbua e la presenza di una persona in sala mi ha ricordato perchè me ne voglio andare da questa città. O forse sarebbe più corretto usare il termine scappare, ma il fatto che anche la Bimbua abbia avuto un attimo di cedimento mi ha consolato. Anche la difficoltà di trovare parcheggio e di muovermi da casa al centro senza una macchina me l'ha ricordato.
Lo spettacolo, comunque, è stato interessante  anche se il teatro sperimentale non è proprio il  mio genere. Anzi, non lo è per nulla.

Inaspettatamente uno degli ufficiCIA a cui avevo lasciato il mio cv l'hanno scorso mi ha chiamato, proponendomi un lavoretto per mercoledì e giovedì. Un modo veloce e non troppo faticoso (spero) per mettere via un pò di soldi pro Nettuno a fine luglio o pro Dublino in autunno, questo è ancora da stabilire.

Il clima diabolico degli ultimi giorni non ha mancato di farmi venire un molestissimo raffreddore. Sono stata quattro mesi a Paris sotto la pioggia costante (e senza ombrello) e non mi sono presa un tubo, torno a casa e rischio la morte.

Infine, sono preoccupatissima perchè sono quasi due mesi che non vado al cinema e questo non è assolutamente da me. Devo riuscire a provvedere al più presto.

| .D.a.R.k.A.n.G.e.L. e il suo tè delle 20:13 |
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venerdì, aprile 25, 2008

.: Sigh sob :.

Dernier jour de stage e sono tristemente tristerrima.

Non solo perchè, nonostante tutto, all'Istituto ci stavo benissimo, ma anche perchè significa che dovrò tornare in Italia e chissà quando rivedrò tutti. Però, chissà, magari il 2009 mi vedrà nuovamente sbarcare in quel di Paris e, magari, per sempre. Che poi dico dico e in un anno cambiano millemila cose e nel 2009 sbarcherò direttamente in Canada, o resterò in Irlanda....o sarò a Genova a guardare la tv sul divano con mia madre...


Tornando allo stage, dei quasi quattro mesi passati in quella gabbia di matti non credo che rimarranno le incazzature, ma piuttosto le risate folli che hanno seguito i momenti di maggior nervosismo, perchè la cosa bella delle persone stupende che facevano lo stage con me era proprio l'ironia con cui sapevano affrontare anche le giornate no.

Ed è così che ripensando all'Istituto CIA non potrò fare a meno di pensare al giorno in cui Angela, la nostra sindacalista, è impazzita in mezzo alle etichette ed ha invocato l'aiuto di Marx al grido di Lavoratori Tiè!

O a tutte le volte in cui Desirée ed io, uscendo dall'Istituto, ci siamo dimenticate di Nicoletta e lei è stata costretta ad inseguirci fino al cancello d'ingresso.

O ancora al messaggio di Sandra, mandato a Desirée, per avvisarla di un ritardo del treno che ci ha fatto capire quanto fosse meno tranquilla di quello che ci era sembrato all'inizio, facendo anche esclamare "Ci piace!"

Ricorderò Daniele, invece, per un mezzo pomeriggio seduti all'accueil a cantare brani di cantautori italiani e Simone non so quanto lo ricorderò perchè, alla fine, l'ho visto davvero poco.

Mirko, Gavina e la loro love story, anche se poi ci sarebbero molti più momenti da ricordare e non solo questa parte, ma alla fine è quella più bella.

Ophelie che si è sorbita tutti i nostri discorsi in italiano senza capirli, ma che si è sorbita anche le mie frasi in finto francese stentato ed è stata così carina da continuare a cercare di farmi parlare affinchè migliorassi un pochino.



E poi l' uomo col cappello e la visione di quasi quattro dvd italiani al giorno; l'omino delle pulizie accusato di rubare qualsiasi cosa;  il guardiano che aveva un nemmeno troppo celato debole per me (e che bell'omino, tra l'altro); Buddha che con vera arte zen riusciva a non lavorare mai; i magnifici pranzi di Nonna G. nell' Ufficio Informazioni; ...AH!... che parla come Torquato Tasso, solo che mille volte più lentamente e non riesci a seguire un suo discorso perchè ti addormenti prima; Elisa di Rivombrosa che ogni tanto riusciva a maltrattarci pure lei; Ascanio Celestini e le gaffes di Desi; Expolangues e l'infinità di pacchi trasportati avanti e indietro; i dvd porno e la musica new age dell'ultimo piano; gli aneddoti degli Addetti e del Vecchio Direttore, tra urla e armadi scambiati per la porta; la serata alla Cinèmatheque e il viaggio in metro precedente (anche se raccontato da Desi resterà nella storia); il pazzo nell'Ufficio Informazioni con me ed Angela; la vecchia pazza che viene ad assistere agli eventi dal 1982 e ogni volta che riesce a fermarti ti racconta tutta la sua vita; i libri rubati in biblioteca, tra cui l'opera omnia di Miller, e salvati da un triste destino in una discarica; Desirée che esclama al telefono "Non ho mai smesso di sentirti", etc etc etc


Ce ne sarebbero di cose da raccontare, ma poi mi metterei sicuramente a piangere, perchè è vero che quel posto era una gabbia di matti, ma tuttosommato mi ci trovavo bene e una volta fatta l'abitudine mi ci sentivo un pò come a casa. E poi ai miei due mentori preferiti, quello che sta tra i topi e quella che sta tra i VIP, mi ci sono davvero affezionata ed è triste lasciarli.


Per terminare, ricordo ai futuri stagiaires che:


Non sarai mai ascoltato, ma la volta che succederà avresti preferito non esserlo.

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domenica, marzo 30, 2008

Di passaggio dall'Italia per sostenere la preselezione per il famoso concorso al Ministero della Difesa.

Preselenzione che non passerò a meno di un miracolo divino, perchè tra il lavoro, le visite parigine, il soggiorno della Val e la vita sociale non ho praticamente avuto il tempo di studiare. Però nella vita non si sa mai, quindi partirò pr Foligno fiduciosa delle mie capacità.

Due giorni che sono a Genova e già Paris un pò mi manca. Anzi, forse leggermente più di un pò.

Città strana Paris. O meglio, strano l'effetto che mi ha fatto.

Città stupenda, ma con cui mi ci è voluto del tempo ad entrare in sintonia.

Pensavo, forse, che sbarcando nella città in cui ho sempre sognato di vivere sarebbe andato tutto a meraviglia, mi sarei sentita a casa come successe con Lyon.

Mi ci sono, invece, voluti due mesi per impossessarmene, ma ora la sento moltissimo mia, nonostante la situazione nel bilocale parigino non sia perfetta, anzi...quasi disastrosa.

A maggio, comunque, sarà tutto finito e dovrò nuovamente prendere una decisione sulla mia vita anche se, a dire il vero, qualche idea che mi frulla in testa già ci sia, tipo un soggiornino per imparare l'inglese...

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martedì, febbraio 26, 2008

.: Chi lo sa :.

Conto alla rovescia per l'arrivo della Val il  18 marzo. Dovro' anche trovarle un regalo di compleanno, nell'attesa.


Il 19 marzo evento con Monicelli a cui devo assistere. Il 20, invece, qui all'ufficio CIA arriveranno Stefano Benni e Daniel Pennac. Sono già terribilmente emozionata, Pennac é il mio mito da quando ero bambina.


Ieri ho studiato un paio d'ore al Pompidou e sono stata benissimo, c'é un silenzio miracoloso e un'aria da biblioteca - ovviamente - emozionante. Lo adoro.


Oggi ho lavorato nella biblioteca-CIA con Angela  e Nicoletta e ci siamo occupatedei libri e della catalogazione dei DVD. EmoSSIone.


Tra un paio di minuti vado a lavorare per la Direttrice, a quanto ho capito. Qui le cose si fanno serie.


Ho voglia di diventare mamma.

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domenica, febbraio 17, 2008

.: Decisioni :.

Riflettendo e confrontandomi con chi mi sta intorno sono giunta all'amara conclusione che, se voglio fare strada nel mondo della comunicazione e girare il mondo per lavoro, devo assolutamente combattere la mia ritrosia e imparare l'inglese.
L'unico modo per impararlo decentemente non è andare in vacanza in Irlanda con la Val, dove l'unica cosa che abbiamo imparato è stata la corretta pronuncia di Prison Break e come ordinare il cibo, ma partire all'avventura e andare a lavorare in un qualche paese anglofono. Possibilmente non l'Inghilterra, che gli inglesi mi stanno un pò antipatici (Ed escluso, chiaramente).
Presa questa vitale decisione, la seconda che ne consegue è che, chiaramente, non mi fermerò a Paris al termine dello stage, ma tornerò a casa -ahimè - in attesa della nuova partenza.
Infondo, come sono arrivata una volta a Paris, posso sempre tornarci, sarò sempre in tempo. Per imparare l'inglese, invece, temo che se non lo faccio adesso non riuscirò mai più e me ne pentirò un pochettino. Solo un pochettino, eh!

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mercoledì, gennaio 30, 2008

.: Cere Chat :.

Dicevo due post più sotto che avevo bisogno di parlare di serie tv....

Cere scrive:

salve!
[c=20][b][illa&Kally][/b][/c] Evviva le superconferenze!!!! scrive:
buonasera
Cere scrive:
allora
Cere scrive:
la cosa importante è
Cere scrive:
riesci a seguire PB anche da lì?
[c=20][b][illa&Kally][/b][/c] Evviva le superconferenze!!!! scrive:
allora in teoria si
[c=20][b][illa&Kally][/b][/c] Evviva le superconferenze!!!! scrive:
che il venerdi sera danno la terza stagione in tv
[c=20][b][illa&Kally][/b][/c] Evviva le superconferenze!!!! scrive:
e sono in pari con gli usa
[c=20][b][illa&Kally][/b][/c] Evviva le superconferenze!!!! scrive:
in pratica no
[c=20][b][illa&Kally][/b][/c] Evviva le superconferenze!!!! scrive:
che il venerdi sera esco
Cere scrive:
eeeeeh ma dai, sei la stessa che in erasmus stava tutte le sere fino alle 2 in msn a sparar cachiate e a vedere film con brass?
Cere scrive:
ah, no
Cere scrive:
i film con brass eran prima
[c=20][b][illa&Kally][/b][/c] Evviva le superconferenze!!!! scrive:
XD XD XD
[c=20][b][illa&Kally][/b][/c] Evviva le superconferenze!!!! scrive:
non sono la stessa temo
[c=20][b][illa&Kally][/b][/c] Evviva le superconferenze!!!! scrive:
e la cosa mi sconvolge
[c=20][b][illa&Kally][/b][/c] Evviva le superconferenze!!!! scrive:
pero te lo saprò dire venerdi

| .D.a.R.k.A.n.G.e.L. e il suo tè delle 23:14 |
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Avrei davvero mille cose da scrivere, per lo più serie e riflessive, che mi aiutino a rimettere in ordine i miei pensieri.
Il fatto è che non so da dove cominciare, non so nemmeno se cominciare. Sono due o tre giorni che le parole mi frullano in testa, ma come al solito non ho carta e penna al momento giusto e, ora che sono davanti allo schermo, le frasi si sovrappongono incoerentemente, cercando di soffocarsi l'un l'altra.

Non posso non citare la conferenza sull' Europa di ieri sera che ha visto, tra i partecipanti, Jacques Delors. Più che altro non posso non citare il fatto di aver visto (e sentito) dal vivo tale illustre personaggio; è stata sicuramente un'esperienza interessante, nonostante ogni tanto il mio francese si ingarbugliasse un pò e perdessi il filo del discorso. C'è da dire anche che, a volte, mi mancavano riferimenti storico-politici essenziali alla comprensione del discorso e potrei anche pensare, con calma, di approfondire le mie conoscenze in materia. Un riassunto sarebbe anche gradito.
Mi sono anche un pò innamorata a prima vista di un giovane professore di SciencesPo e, per me che se non sono piccoli nemmeno li guardo, trovare interessante un circa trentenne ha della novità.

In tutto questo c'è anche da dire che sono stanca e distrutta perchè ieri avevo le scarpe col tacco alto e stare in piedi tutto il giorno è faticoso; in più, dopo la conferenza, siamo andati a mangiare una crèpe tutti insieme ed è stato divertente, ma mi ha fatto tornare a casa all'una. Non so quanto il mio fisico reggerà tutta questa socievolezza, non ci sono veramente abituata e ho un pò paura di esplodere.
Non sto trovando un vero equilibrio: mangio davvero poco, più che altro schifezze, e dormo ancora meno. D'accordo essere giovani, ma poi il fisico, soprattutto se non abituato, non regge.
Già cominciano ad intravedersi i primi segnali del riapparire del mio alterego, non sono cose piacevoli soprattutto per chi non mi conosce ancora bene.

Credo, però, che tutta questa mia socievolezza non sia solamente una maniera di integrarsi e di sopravvivere in quel di Paris, ma sia propriamente un lato un pò nascosto del mio carattere. Da che sono in questa città da sogno, del mio sogno, sono piena di una voglia di fare ancora più forte di prima ed essere circondata da due o tre persone intelligenti e decise, o che per lo meno a me appaiono così, in parte mi è molto di stimolo, mi aiuta a combattere la mia atavica ed un pò innaturale pigrizia, restituendo quell' Ilaria attiva che da qualche anno esiste solamente in parte.
D'altra parte, però, essere circondata da tutta questa decisione fa riapparire quell'insieme di insicurezze a cui Ilaria cerca di non pensare, da quando ha scoperto di non sapere cosa vuol fare nella vita, e l'insicurezza è qualcosa in cui non mi riconosco, una parte di me che non sono ancora riuscita ad accettare e che mi ostino a nascondere in qualche angolo recondito.
Ho bisogno di un progetto, perchè questa vita un pò improvvisata mi lascia spaesata e rischia di annientare tutte le mie forze e più mi sento debole, più mi combatto.

In realtà non erano proprio queste le cose di cui volevo scrivere, questa sera. Eppure avevo bisogno di mettere a nudo le mie insicurezze, attraverso parole in cui già non mi riconosco più nonostante siano le mie.
Forse ho solamente bisogno di sentirmi per un attimo importante, di provare un vero slancio per qualcosa o per qualcuno, di interessarmi davvero a qualcosa di mio.
Forse ho solamente bisogno di smetterla coi miei complessi di inferiorità perchè non ne è davvero il caso e lo so benissimo da sola.
Forse ho bisogno di me o forse è proprio da me stessa che devo allontanarmi, per capirmi meglio.

Egoistica ed egocentrica come al solito, prima o poi riuscirò a smettere di esserlo e potrò concentrarmi su chi mi sta davvero intorno.
Abbasso la timidezza e l'insicurezza, da domani voglio riuscire anche io ad esprimere le mie opinioni che, in fondo, dovrò pur avere, da qualche parte. Non sono mica una bambola di pezza. O forse si. O forse no.

A dirla tutta, e con questo finisco questa lagna di post, la cosa di cui avrei più bisogno in questo momento è un buon bicchiere di alcool, un paio di amici pescati a caso dal grandissimo mazzo che possiedo - e che sono fortunatissima ad avere, me ne rendo ogni giorno conto, nonostante sembra spesso lo dia per scontato - e divertimento sfrenato, che vuol dire risate fino alle lacrime, chiacchiere futili e serie tv, di cui sto seriamente cominciando a sentire la mancanza.

| .D.a.R.k.A.n.G.e.L. e il suo tè delle 21:28 |
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domenica, gennaio 27, 2008

.: La boite :.

La mia vita sociale, incredibilmente, continua.
Ieri sera, dopo il lavoro, sono stata convinta ad uscire con Gavina, Mirko, Daniele ed altra gente a me sconosciuta, come è bene che sia quando si è giovani e si vive all'estero.
Ho un pò traumatizzato la Val perchè mi sono preparata davanti a lei in webcam e non è abituata a vedermi uscire in fretta e furia, anzi semmai il contrario! Però almeno l'ho sentita e mi ha fatto un piacere immenso.

Tornando alla serata di ieri.
Appuntamento in metro con Gavina, veniamo recuperate (o recuperiamo, dipende dai punti di vista) gli altri e andiamo a casa di Daniele a parlare del più e del meno (di politica, tipo.....)
Dopo ore ed ore ed ore usciamo in direzione Pigalle dove altra gente ci aspettava a La Loco, altrimenti detta una discoteca.
Ora si sa che io e la discoteca non andiamo proprio d'amore e d'accordo, anzi, ci odiamo abbastanza, ma ero in compagnia, mi stavo divertendo, la Bimbua E. per mail mi aveva detto di andarci almeno una volta, etc...etc....
Ho un pò perso il filo del discorso, sono troppo stanca stasera......
In definitiva, siamo entrati, abbiamo pagato per una consumazione non alcolica (anche perchè non è che la consumazione alcolica fosse chissà cosa, come potrebbe dimostrare Mirko) e mi sono messa a ballare.
La prima ora, come minimo, devo aver avuto una faccia scazzosissima perchè proprio la musica era terribile e io non ce la potevo fare a sopportarla, ho dovuto aspettare di abituarmici - che poi è una parola grossa -   per riuscire a divertirmi, dopodichè è andato tutto bene. Non bene da dire che mi sia piaciuto, sia chiaro...resto una donna metal io.
In più, tutta sta gente che non conosci che ti sfiora e ti si struscia addosso non è che mi faccia sentire a mio agio, sono troppo sociopatica, sociofobica, psicopatica tendenzialmente. Magari prima o poi ci farò l'abitudine.
Siamo usciti di lì alle 4.30 e con Gavina siamo andate a dormire da Mirko che, molto gentilmente, ci ha offerto il suo letto - povero -  e si è sistemato per terra.
Facendola breve: sveglia alle 14.00, pasta preparata da Mirko, fuga verso Les Halles dove avevo appuntamento con Gavina (che era andata via la mattina presto perchè aveva da fare ), acquisto di un nuovo paio di jeans da Camaieu, belli larghi come piacciono a me e che, finalmente stanno tornando di moda.

All'ora di cena veniamo raggiunte da Mirko e, dopo vari giri in tondo e a vuoto, ci vediamo con altra gente per andare a mangiare sushi.
Ora è bene sapere che a Mirko e a me non è che il sushi proprio piaccia, ma abbiamo accompagnato gli altri convinti, almeno in parte, che oltre al sushi ci fosse roba tipo noodles o tempura che, in qualche modo, avrebbe potuto sfamarci. Cosa che, invece, non è successa.
Abbiamo provato a mangiare i sushi, ma onestamente non mi ha nuovamente convinto. E' stata l'ultima chance che gli ho dato per conquistarmi, oramai dirò che per questioni ideologiche non vado a mangiare sushi come non entro nemmeno morta nei Mac (in realtà sostenevo che non sarei entrata nemmeno morta in una discoteca....come sono deboli le mie ideologie!). Se proprio proprio qualcuno dovesse insistere potrò sempre sostenere che il sushi mi fa schifo, che è anche vero.

Sono talmente stanca che credo di aver scritto malissimo questo post,  ma non ho voglia di rileggerlo; il che, per un'aspirante comunicatrice, non è proprio il massimo.
Da che sono qui, comunque, mi sta un pò tornando la voglia di studiare. O meglio, la voglia non troppa, ma vorrei davvero riuscire a trovare un dannato campo in cui specializzarmi e se non proprio la specialistica, magari un master...da qualche parte nel mondo.
Il problema continuano a rimandere i soldi. Dovrei intaccare il fondo per il mio futuro, in questo caso, non posso dipendere dai miei cosi tanto.
Che casino. Continuerò a lasciar passare il tempo alla ricerca di una soluzione che, tanto, la vita continua a lavorare per me, come mi ha detto un pò di tempo fa Fantasy.

| .D.a.R.k.A.n.G.e.L. e il suo tè delle 01:35 |
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martedì, gennaio 08, 2008

La partenza è fissata per mercoledì mattina.
Amici e parenti mi guardano un pò come se fossi un'aliena perchè non mi sento triste né tantomeno sto entrando in panico. Sarà normale?
In realtà l'estremo saluto con Aran, stasera, un pò mi ha intristito, ma tanto spero di riuscire a mettere le mani su una qualche connessione Internet molto presto.
La buona notizia è che ho una casa. La cattiva è che dal 16 al 22 gennaio verrò sfrattata a casa di un' amica della mia futura coinquilina perchè la nostra padrona di casa ha fatto casini con gli affitti. Se le situazioni non sono semplici non le vogliamo, da queste parti.
Comunque è probabile che, per alcune settimane non mi connetta molto e che, quindi, non aggiorni nemmeno qua...ma tornerò...non ci si libera facilmente di me.
E se mi trovassi male?
No, non devo farmi venire paranoie strane ancora prima di arrivare, non è salutare. Andrà tutto bene, anzi benissimo. Sarà l'esperienza più meravigliosa della mia vita. Sopravviverò, mi adatterò e mi divertirò, anche.
E dire che c'è un mezzo motivo per cui non vorrei partire, ma essere qua o là, tuttosommato, non cambierà poi molto. O almeno lo spero.

Paris aspettami!!!!

| .D.a.R.k.A.n.G.e.L. e il suo tè delle 00:10 |
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sabato, dicembre 29, 2007

Tra un paio d'ore si parte per Bardonecchia dove ci attende l'allegro Gruppo Vacanze Piemone.
Sarò di ritorno il primo gennaio o, al più tardi, il due quindi ne approfitto per fare gli auguri adesso.



BUON ANNO



Solitamente non faccio bilanci, ma il 2007 è stato un anno positivo e di svolta per moltissimi aspetti:
- ho ottenuto la qualifica di Tecnico di Marketing
- mi sono laureata
- ho fatto il mio primo stage retribuito
- ho visto la Fortitudo giocare in casa
- mi sono ubriacata per la prima (e ultima) volta da stare male
- sono stata in Irlanda
- ho lavorato come grafica (e sono stata pagata)
- sono andata a stare a Torino per uno stage (anche se molto breve)
- ho vinto il concorso per Parigi

Tra motivazioni futili e meno futili è stato davvero un bellissimo periodo, nonostante le piccole ed inevitabili crisi. Il 2008 inizierà con la mia partenza per Parigi e questo, già da solo, lo rende magico.

| .D.a.R.k.A.n.G.e.L. e il suo tè delle 13:12 |
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venerdì, novembre 23, 2007

Quando l'ho conosciuto, tre anni fa, ho capito subito che la maniera migliore per rapportarmi a lui era, appunto, quella di non rapportarmici. Più lo evitavo, più ero sicura che avrei tenuto il mio fragile cuoricino al sicuro.
Ogni volta che si avvicinava cercavo di allontanarmi con nonchalance oppure cercavo di trattarlo con più freddezza possibile per poi, magari, guardarlo da lontano (come mi ha fatto notare più di una volta uno con cui stavo in quel momento).
Ero sicura, infatti, che se gli avessi dato la possibilità di sperimentare le sue tattiche seduttive con me mi sarei ridotta come tutte le altre che avevo visto girargli intorno, ma io non avevo nessuna voglia di fare la figura della stupida e finire sulla bocca di tutti.


Io e il mio fottutissimo orgoglio.


Che, poi, sulla bocca di tutti probabilmente ci sono finita lo stesso, cascando nelle tattiche seduttive di un'altra persona, ma son cose che capitano.
Da quando uscivamo nella stesa compagnia ad oggi, comunque, ne sono cambiate di cose e ce ne sono stati di ragazzi (non in numero particolarmente elevato, comunque), di sportellate in faccia e di relazioni più o meno stabili.
Ad ora il mio cuoricino non è più particolarmente fragile, nè particolarmente fiducioso ed è per questo che, al suo ennesimo tentativo di invitarmi fuori, ho deciso di accettare (e comunque ci vado con la Geme e la FdM, tanto per andare sul sicuro)e di godermi la serata.
Ogni tanto qualche sfizio me lo voglio togliere anche io e, soprattutto, se non mi diverto ora quando potrò farlo? Per una sera voglio fare la donna leggera, come mi sono definita con Aran.
Che poi, vabbeh, magari io mi faccio millequindici trip mentali e poi non succede niente ed è ancora meglio, ma conoscendolo dubito che sarà così.
Anche perchè, tuttosommato, è dalla prima volta che l'ho visto che un pò speravo andasse a finire così. L'importante, sarà, domani mattina voltare pagina e non starci a pensare più di tanto, ma adesso a comportarmi così ne sono capace, tre anni fa non ne ero in grado.

In caso contrario Yriaf è autorizzata a prendermi a roncolate sulla testa, come le ho riferito qualche minuto fa  e lei, dolcissima, per incoraggiarmi (forse dovevi scoraggiarmi, ma sono dettagli) ha fatto questo post. Io rido molterrimo.

| .D.a.R.k.A.n.G.e.L. e il suo tè delle 17:39 |
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mercoledì, novembre 21, 2007

...e qualche volta si avverano, inaspettatamente, quando nemmeno ci credevi troppo.

Capita, per esempio, che a inizio ottobre fai domanda all'ultimo minuto per un tirocinio all'Istituto di Cultura Italiana di Parigi.
Capita, anche, che l'Università di Genova dia un consistente contributo economico a questo tirocinio, cosa niente affatto superflua perchè Parigi ha degli affitti (e una vita) piuttosto cari.
Capita che dopo, praticamente, te ne dimentichi: vuoi perchè è un concorso su scala nazionale, vuoi perchè c'è un unico posto e pensi a quanta altra gente avrà fatto la stessa domanda.
Capita che a novembre inizi, finalmente, uno stage fantastico a Torino (l'altra città dei tuoi sogni) e già il primo giorno ti innamori del lavoro, delle colleghe, dell'ufficio, del ristorante dove pranzi, delle coinquiline, etc...e sei già pronta a sperare di rimanerci a vita.
Capita anche, però, che il secondo giorno di questo stage ricevi la telefonata dall'Università che ti comunica che hai vinto il concorso per il tirocinio a Parigi e, senza nessuna esitazione, rinunci allo stage torinese e corri a casa, moduli alla mano, per accettare il tirocinio e trovarti con le spalle al muro, senza nemmeno avere il tempo di pensare se davvero a Parigi ci vuoi andare perchè sai che se ti fermassi a riflettere saresti assalita dall'ansia e, un pò, anche dalla paura.
Capita, quindi, che dal 14 gennaio 2008 al 14 aprile 2008  vivrai e lavorerai a Parigi, come hai sempre sognato da quando avevi quattro anni e guardavi Audrey Hepburn interpretare Sabrina.

Se per caso fosse un sogno, per favore evitate di svegliarmi perchè non credo lo sopporterei.

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sabato, ottobre 20, 2007

Ieri pomeriggio ho accompagnato mia madre dall'oculista per comprare gli occhiali nuovi ed è stato amore al primo sguardo.
Lì, dietro al bancone, a fissarmi c'era il più stupendo paio di occhiali da vista. Me li sono subito fatti passare perchè dovevo controllare se, oltre a mandarmi emozioni positive, erano anche adatti alla mia faccia. Li ho provati e non li avrei mai più tolti.

Sono LORO.
Sono loro e sono insostituibili (almeno finchè non ne provo altri 8500 per convincermi che nessun altro può starmi così bene).
Sono VOGUE e sono un pò punkoz (come dice lo Stex).
Sono larghi e plasticosi, ma anche traslucidi e luminosi.
Mi illuminano lo sguardo, mi incorniciano gli occhi che sono, per altro, la parte più bella del mio viso.
Sono stupendi e sono fatti per me.
Sono lì in negozio e non posso ordinarli prima di due settimane.

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martedì, ottobre 16, 2007

Adesso che sono a casa alla ricercadi un sedicente lavoro (ah, la vita della disoccupata!) non è che ami particolarmente il fine settimana. Non c'è mai nulla da fare, a parte seguire la partita della Effe , e mi annoio abbastanza. Magari non la sera, ma durante il giorno sicuramente.
Questa volta non è stato affatto così, anzi...mi sono lobotomizzata meno del solito davanti al pc.

Venerdi sera palestra. Doveva esserci Fit Boxe, ma, siccome l'avrei fatto solo io, l'istruttore mi ha spedito a fare macchine. E così mi sono distrutta tra ciclette, tapis roulant e panca per addominali...ma i risultati si vedono, mica pizza e fichi! Insomma, da quando ho iniziato la dieta ho perso tre chili. Spero che domani la dietologa non mi sgridi perchè sono pochi.
Dopo palestra mi sono trascinata dalla cuggy dove abbiamo chiacchierato e, una volta a letto, abbiamo messo su Orgoglio e Pregiudizio come sottofondo per la nanna. Tanto il film lo sappiamo a memoria ed è proprio della dolcezza ideale per favorire i sogni.

Sabato mi sono picchiata con Word per un lavoro affidatomi da una casa editrice. Domani devo ricordarmi di chiamare, per altro. La sera io e la cuggy abbiamo sperimentato l'ebbrezza di andare in macchina con la neopatentata FdM. Siamo andate, tornate e siamo ancora vive perciò l'esame l'ha superato pure con noi (a parte la fiancata di una macchina sfiorata di pochi millimetri, ma può capitare a tutti).
Chiacchiere in sala con Kia e Kastor; momento di panico all'uscita del cinema perchè i due avevano parcheggiato sotto il centro commerciale e, lì, il parcheggio chiude all'una di notte e il film era finito all'una  e mezza. Per fortuna sono riusciti a corrompere un tizio che gli ha aperto il parcheggio e li ha fatti uscire.

Domenica mattina mi sono picchiata ancora un pò con Word. Nel mentre è rispuntata una vecchia conoscenza che, causa mio nick su MSN, mi ha passato un pò di musica metal (i Macbeth sono meravigliosi, perchè nessuno me li ha fatti conoscere prima?). Ridendo e scherzando mi ha proposto di riprovarci perchè magari, dopo tre anni, certe cose si vedono in maniera diversa e un nuovo primo appuntamento potrebbe essere meno disastroso. Se ci ripenso non so se ridere o piangere, era stata una delle mie più grandi incazzature. Però ora è relativamente dolce e io mi ritrovo a pensare di poter organizzare qualcosa a Milano, per vederlo.
Eh si, perchè è di Milano ed è un ex lottiano, se siano aspetti positivi o negativi sarà il tempo a dirlo.
Tralasciando questi dettagli romantici, torniamo alla mia domenica. Finita la partita, ho fatto il mio dovere di brava cittadina e sono andata a votare. Un pò per una promessa ad una candidata, un pò per certe motivazioni che ben poco hanno a vedere con la politica e che fanno morire dal ridere mia madre. Ah la serietà, questa sconosciuta!
Dopodichè sono stata trascinata da mia madre all'areoporto di Genova, che è giusto a un quarto d'ora da casa mia a piedi. Il tutto perchè accanto alla pista, nel porticciolo, stanno costruendo un sacco di cose e da brave pensionate siamo andate a dare un'occhiata ai lavori.
Ecco così, affacciati sul mare, nuovi palazzi in costruzione; poco lontano i nuovi edifici del canottaggio e della vela, le barchette e gli yacht ormeggiati, un centro benessere con piscina sul tetto (vista aerei in partenza) in costruzione, uno strano edificio rotondo che assomiglia molto a un faro e l'embrione di un centro commerciale, in cui spiccano una pizzeria di prossima apertura, un bar con aperitivi dall'aspetto delizioso e l'agenzia immobiliare che vende gli appartamenti non ancora costruiti.
Il tutto sul mare, con i tramonto e una fresca brezza. Molto poetico.  Appena la Val torna a casa mia ce la porto subito.

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martedì, ottobre 02, 2007

Ieri in tarda mattinata, dopo aver rifiutato un lavoro da segretaria e aver dato l'okkey per un probabile stage nelle risorse umane, sono stata contattata da un'agenzia di selezione del personale di Torino a cui avevo inviato il mio curriculum, in seguito a un loro annuncio su uno dei tanti siti che ne pubblicano.
La responsabile della selezione mi ha, così, fissato un colloquio per questa mattina alle 11.30. E meno male, che se era prima dovevo partire all'alba.
Stamattina, perciò, vengo raccolta dalla mia puccirosa amorosa Yriaf a Porta Nuova e condotta senza esitazione alla sede dell'agenzia.
Mi fanno compilare un paio di moduli, mi lasciano in attesa qualche minuto, dopodichè vengo fatta accomodare nella sala colloqui. Ansia, agitazione, perplessità, c'erano ma nemmeno troppo, pensavo peggio tuttosommato.
Il colloquio è stato rapido ed indolore, il tutto perchè, alla fin fine, si trattava di un posto da venditrice e io decisamente non sono portata. In più, mi ci vedo a guidare per tutta Torino? Per strade lunghe e larghe, piene di incroci e controviali ? Via per la morte assicurata.
Abbiamo, comunque, parlato delle mie aspirazioni e blablabla , in attesa di un qualche altro stage e/o opportunità .

Archiviato il momento ricerca lavoro mi sono dedicata tutta alla mia puccirosa amorosa che mi ha portato a fare un giro al Valentino, a mangiare al cinese/giapponese (e la dietaaaa?), a prendere il caffè, a oziare su una panchina in un altro parchetto con statue e fontane a chiacchierare.
Abbiamo parlato, sparlato, parlato, sparlato, chiacchierato, indagato, detto scemenze e un'infinità di cose serie. Era tantissimo tempo che non parlavo così tanto (forse ho parlato troppo, scusami) ed era ancora più tempo che non parlavo con lei, da quel fine settimana a Bardonecchia per il suo compleanno, insieme all'altra mia puccirosa amorosa.
Dovremmo riuscire a vederci più spesso, visto che poi Torino non è così lontana. Tanto lo so che ora dico così, ma passeranno secoli prima che riusciremo a vederci di nuovo, ma lei lo sa e va bene così.

.Ti Adoro.

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giovedì, settembre 27, 2007

Curriculum mandati: un pò.
Risposte ricevute: nessuna.

Cosa che, tra l'altro, al momento non mi preoccupa più tanto. Insomma, magari una risposta dalla Germania m'avrebbe fatto piacere, ma non ci speravo troppo.
Tuttosommato spererei in qualche risposta da Torino.
I curriculum spediti a Genova non sono per i lavori più interessanti, ma quello che offre il mercato è questo e biosgna accontentarsi.
Poi ci sono i due cv pronti per essere spediti a Rouen e in Lussemburgo. Della serie "e chi ci vuole restare a casa?"
Per ultimo, in ordine cronologico, c'è quello spedito a Verona. Un pò, per quel posto, ci spero. Sarebbe una buona occasione e Verona è una città così bella. Anche se fa male al cuore.  Si sopravviverà.

A proposito di Verona, me lo sono sognata o ieri notte m'ha spedito un messaggio simil poetico e io gli ho risposto? Mi ha ricordato i vecchi, vecchissimi tempi. Struggente nostalgia, ma per fortuna ha smesso di fare male. Forse ora potrei accettare di rivederlo o forse riporlo nuovamente in un angolino della mia mente.
Mi sa che mi serve urgentemente un fidanzato, altrimenti passo il tempo a indugiare sul passato.
Si accettano candidature.

Ah! Forse mi iscrivo a un corso di inglese. Tanto per occupare le mie giornate.
E la settimana prossima si inizia il corso di HipHop e quello di Fit Boxe, tanto per non farmi mancare niente.

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domenica, settembre 16, 2007

La mia notte bianca sono stati gli Amici.
Quelli di tutta la notte, quelli inseguiti senza mai riuscire a raggiungere, quelli incontrati più volte, quelli evitati e quelli  appena conosciuti.

La mia notte bianca sono state bancarelle colorate, scarpe non comprate e gadget non ricevuti.
Musica fino all'alba. Orchestra itinerante. Ritmi ascoltati e/o evitati.

La mia notte bianca è stato un cuba libre per buttare giù Tiziano Ferro, tra un pezzo di pizza e un caffè in un bar. Ma lo è stata anche ricordare Faber, tra un brano jazz e fuochi sull'acqua.

La mia notte bianca è stato l'Acquario alle 4.00 del mattino, con luci soffuse e musica appena abbozzata, chiacchierando di gechi, camaleonti e tartarughe marine con chi ti sta intorno. Per poi prendersi a gomitate mezz'ora dopo, davanti a caffé e brioche.

La mia notte bianca è stato l'autobus delle 6.00. Via Sestri deserta e silenziosa. Entrare in casa alle 6.30 senza fare rumore. Non riuscire a dormire a causa dell'adrenalina a mille.

La mia notte bianca è stata soprattuto Francesca, sedicenne alla sua prima uscita notturna con rientro al mattino. Silvia e Lorenzo, con un viaggio di ritorno fino ad Acqui e un raduno alle 7.00. Simona con una giornata di lavoro alle spalle e una ancora da affrontare. Tutti senza andare a dormire.

La mia notte bianca è stata Ilaria che ha riso, riso, riso fino alle lacrime e si è divertita, anche se non l'hanno portata sul Bigo (eh, son questi i problemi...)

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sabato, settembre 15, 2007

Stasera ci sarà la notte bianca in centro, ma per non farci mancare niente quelli di Sestri P. (e credo anche di altre delegazioni, ma non ho toccato con mano) ieri sera ne hanno organizzata una piccolina.
La mia idea di base sarebbe stata quella di andarci con la Geme (che però s'è vista con l'uomo), con la Cugy (che però è andata dall'uomo), con la FdM (che però lavora fino a tardi) o con la Sy (che però tornava oggi). In definitiva, mi sono organizzata malissimo e son scesa giù a Sestri sola soletta. O forse ho la più squallida vita sociale che una ventitreenne possa avere, non escludo nemmeno questo.

Per chi non conoscesse Via Sestri, è una lunga via pedonale su cui si affacciano bar ( a ieri ne ho contati quasi venti), negozi di scarpe, di intimo, di gioielli, qualche farmacia, qualche negozio d'abbigliamento super costoso e qualcun altro un pò meno costoso. E' una via féscion, comunque, fatta appositamente perchè giovani, vecchi, nonni con bambini, casalinghe (insomma un pò tutti) ci passino il tempo facendosi le vasche e non c'è abitante di Sestri che non l'abbia fatto almeno una volta nella sua vita. In più è tutta in piano e questo sicuramente aiuta.
Si, alla fine tutte le vie pedonali servono esattamente a fare quanto descritto, ma era giusto per dare un'idea e scrivere un pò di più. Ma torniamo alla Notte Bianca.
I negozi erano quasi tutti aperti, con banchetti e banchettini per lo "sbarazzo" così da tentare anche i meno féscion a fare compere in quei negozi dai costi improponibili. E come d abuona tradizione, se Sestri chiama i sestresi non possono non accorrere, tanto da rendere la via praticamente impercorribile da quanta gente c'era. Quasi peggio della folla del sabato pomeriggio (e questo vuol dire molto).

In piazza Baracca abbiamo un palco fisso, in pietra, che sta lì da sempre e non viene usato praticamente mai, se non in qualche rara occasione dalla banda della Filarmonica Sestrese o da Michele, quando viene a ricordare i vecchi tempi e a cantare gratis.
Su questo palco, comunque, già dal pomeriggio si sono avvicendati artisti vari (che io ho perso perchè la Geme aveva un' ora di ritardo): attori, cantantucoli, comici e così via, fino all'ospite d'onore della serata: Francesco Baccini. Che sarà stato un cantante anche famoso negli anni Novanta, ma adesso poveretto non se lo considera nessuno. Tanto per dire, per salire sul palco è passato in mezzo alla folla quasi a gomitate e nessuno l'ha riconosciuto. E' pure passato accanto a me e alla Francy (che intanto avevo incontrato) e non ce ne siamo accorte. Wow. Ho sfiorato un Vip, non mi laverò mai più!!!!

Tirando le somme, sennò mi diventa un post noiosissimo, la serata di vita sestrese è durata fino all'una (poi credo abbiano cacciato Baccini a pedate, povero, ha anche delle canzoni) dimostrando che se si facesse qualcosa di più la gente uscirebbe anche la sera, invece che starsene in casa o spostarsi in altre zone (con conseguente impossibilità di trovare un parcheggio al ritorno).
Non dico che i negozi dovrebbero restare aperti, per carità, ma dei quasi venti bar che stanno in un' unica via (e quindi non conto quelli dei vicoletti o delle vie laterali) è possibile che la sera, o almeno il venerdì e il sabato, ce ne sia aperto solamente uno?

L'unico neo della consumistica serata, io però non ho comprato niente, ho passeggiato e basta, è stato l'incontro con gli Scout che, come al solito, m'han fatto salire lo schifo e me ne sarei tornata a casa di corsa. Bello questo rigetto che m'han provocato dopo otto anni di frequentazione. Molto bello. AH! Ovviamente erano tutti accoppiati l'uno con l'altro. Ma basta!!!

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domenica, agosto 05, 2007

Succede che ti lasci convincere e vai mezza giornata al mare.
Succede anche che delle tre ore che ci stai ne passi, praticamente, in acqua due.
E ti piace.
La compagnia è piacevole, ma questo lo sai già.
La voglia di stare fuori casa è tanta.
Ti autoinviti, perciò, fuori casa per i successivi tre giorni e li passi al mare.
O meglio, passi al mare solamente gli ultimi due. Ma ci resti tutto il giorno.
Entri ed esci dall'acqua sguazzando come una sirenetta, divertendoti come una pazza.
Ridi parecchio e parli relativamente poco.
Consumi un'intera bomboletta di crema solare e ti addormenti al sole...
...ti ustioni la schiena e non riesci nemmeno a stare appoggiata ad una sedia.

Bello il mare eh. Tanto bello. Ma d'ora in poi ci vado solamente se piove!


P.S. Quanto era buona la crepe al cioccolato bianco e fragole ? :Q___

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