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Home » lavoroTag correlati: me me and tea, tea time, parigi, francia, tea and fun, torino, tea in love, milano, creativity cake, social and humanity, basket, salute, fortitudo, piece of sport, cinema e tv
Tra ozio e preparazione al concorso continuano le mie ricerche sul metodo migliore per trasferirmi in Irlanda a imparare l'inglese (e a lavorare per mantenermi, ovviamente).
L'ultima opzione, nonchè la più interessante, che la mia mente malata ha partorito è il Servizio Volontario Europeo (SVE). Alla fine sarebbe perfetto: ho vitto e alloggio, la possibilità di imparare in inglese e, magari, lavorare in un ambito più simile ai miei studi invece che campare come cameriera, operatrice di call center etc...
L'unico pseudo neo (oltre al non essere sicura di essere presa, ovviamente) è che il progetto più interessante e in linea con le mie ambizioni, in quel dell'Irlanda, è quello del Focolare Centre Development Volunteer per il quale ero già praticamente pronta a fare domanda...prima di scoprire che l'ente promotore altro non era che il Movimento dei Focolari.
Realizzato questo (come si suol dire, all'ignoranza non c'è mai fine) ammetto di essere un pò perplessa, poi magari son tutte seghe mentali miei, ma si sa che il mio spirito religioso con gli anni si è notevolmente raffreddato e non vorrei mai che un'esperienza del genere lo raffreddasse ancora di più (o mi trasformasse in una fervente credente xD)
Potrei anche fregarmene, in effetti. Ho tempo per decidere fino a settembre, quindi ci penserò su molto molto molto attentamente.
Si accettano consigli, ovviamente.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 13:11
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Mercoledì e giovedì sono stata reclutata dalla CIA per effettuare l'inventario dell'abbigliamento conservato in due loro sedi, equipaggiata con una sottospecie di pistola a laggi laser fighissima che faceva tutto il lavoro al posto mio.
Ho anche risparmiato sulla palestra, perchè salire e scendere dalle scale con pacchi di mimetiche non è proprio agevole e, così, oltre ad averci guadagnato ho modellato un pò il mio fisichino.
Terminate le mimetiche, mercoledì, siamo passati ad inventariare i vari animali nelle loro gabbie...ad un certo punto il Responsabile mi dice "Passami il gatto che controllo che codice ha" e io ho impiegato mezz'ora a cercare questo fantomatico gatto, ma tutto quello che sono riuscita a trovare è stato un leone, una giraffa ed un ippopotamo.
Depressa torno dal Responsabile dicendo che il gatto doveva essere scappato, perchè non riuscivo a trovarlo e lui "Ma si, è proprio là sopra, accanto alla giraffa!" e io, voltandomi, esclamo "Ah, ma intendeva la ZEBRA!" e lui "Ma quale zebra, quello è chiaramente un gatto".
A quel punto mi sentivo vagamente imbarazzata per lui perchè l'animale che mi stava indicando non solo era tra gli animali della savana, ma era anche a strisce. Come facesse lui a scambiarlo per un gatto non sono ancora riuscita a capirlo, ma alla fine ha dovuto darmi ragione perchè l'animale in questione era stato registrato dalla sede centrale proprio come una zebra.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 14:03
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| Tè
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| lavoro |
Technorati |
Per sopperire alla morte annunciata di RockFM Pj propone altre radio in streaming, ma il problema del "cosa ascolto in macchina" permane. Anche perchè nella mia macchina posso ascoltare solamente audiocassette, sono tirchia e non compro un'autoradio con lettore cd (o addirittura MP3 ).
I (lunghi) festeggiamenti per il mio compleanno sono andati benissimo, soprattutto perchè ora ho un sacco di libri fighissimi da leggere, che cercherò di farmi durare il più a lungo possibile, anche perchè il concorso del 16 luglio a Torino si avvicina.
Finalmente la Val e la Kya hanno realizzato uno dei miei più graziosi sogni consumistici e mi hanno regalato un pigiama Benetton. Se venisse leggermente più caldo potrei anche mettermelo e sarei più contenta.
Venerdì sera sono andata allo spettacolo teatrale della Bimbua e la presenza di una persona in sala mi ha ricordato perchè me ne voglio andare da questa città. O forse sarebbe più corretto usare il termine scappare, ma il fatto che anche la Bimbua abbia avuto un attimo di cedimento mi ha consolato. Anche la difficoltà di trovare parcheggio e di muovermi da casa al centro senza una macchina me l'ha ricordato.
Lo spettacolo, comunque, è stato interessante anche se il teatro sperimentale non è proprio il mio genere. Anzi, non lo è per nulla.
Inaspettatamente uno degli ufficiCIA a cui avevo lasciato il mio cv l'hanno scorso mi ha chiamato, proponendomi un lavoretto per mercoledì e giovedì. Un modo veloce e non troppo faticoso (spero) per mettere via un pò di soldi pro Nettuno a fine luglio o pro Dublino in autunno, questo è ancora da stabilire.
Il clima diabolico degli ultimi giorni non ha mancato di farmi venire un molestissimo raffreddore. Sono stata quattro mesi a Paris sotto la pioggia costante (e senza ombrello) e non mi sono presa un tubo, torno a casa e rischio la morte.
Infine, sono preoccupatissima perchè sono quasi due mesi che non vado al cinema e questo non è assolutamente da me. Devo riuscire a provvedere al più presto.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 20:13
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| Tè
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| lavoro, tea time, tea and fun, me me and tea |
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Dernier jour de stage e sono tristemente tristerrima.
Non solo perchè, nonostante tutto, all'Istituto ci stavo benissimo, ma anche perchè significa che dovrò tornare in Italia e chissà quando rivedrò tutti. Però, chissà, magari il 2009 mi vedrà nuovamente sbarcare in quel di Paris e, magari, per sempre. Che poi dico dico e in un anno cambiano millemila cose e nel 2009 sbarcherò direttamente in Canada, o resterò in Irlanda....o sarò a Genova a guardare la tv sul divano con mia madre... Tornando allo stage, dei quasi quattro mesi passati in quella gabbia di matti non credo che rimarranno le incazzature, ma piuttosto le risate folli che hanno seguito i momenti di maggior nervosismo, perchè la cosa bella delle persone stupende che facevano lo stage con me era proprio l'ironia con cui sapevano affrontare anche le giornate no.
Ed è così che ripensando all'Istituto CIA non potrò fare a meno di pensare al giorno in cui Angela, la nostra sindacalista, è impazzita in mezzo alle etichette ed ha invocato l'aiuto di Marx al grido di Lavoratori Tiè!
O a tutte le volte in cui Desirée ed io, uscendo dall'Istituto, ci siamo dimenticate di Nicoletta e lei è stata costretta ad inseguirci fino al cancello d'ingresso.
O ancora al messaggio di Sandra, mandato a Desirée, per avvisarla di un ritardo del treno che ci ha fatto capire quanto fosse meno tranquilla di quello che ci era sembrato all'inizio, facendo anche esclamare "Ci piace!"
Ricorderò Daniele, invece, per un mezzo pomeriggio seduti all'accueil a cantare brani di cantautori italiani e Simone non so quanto lo ricorderò perchè, alla fine, l'ho visto davvero poco.
Mirko, Gavina e la loro love story, anche se poi ci sarebbero molti più momenti da ricordare e non solo questa parte, ma alla fine è quella più bella.
Ophelie che si è sorbita tutti i nostri discorsi in italiano senza capirli, ma che si è sorbita anche le mie frasi in finto francese stentato ed è stata così carina da continuare a cercare di farmi parlare affinchè migliorassi un pochino.
E poi l' uomo col cappello e la visione di quasi quattro dvd italiani al giorno; l'omino delle pulizie accusato di rubare qualsiasi cosa; il guardiano che aveva un nemmeno troppo celato debole per me (e che bell'omino, tra l'altro); Buddha che con vera arte zen riusciva a non lavorare mai; i magnifici pranzi di Nonna G. nell' Ufficio Informazioni; ...AH!... che parla come Torquato Tasso, solo che mille volte più lentamente e non riesci a seguire un suo discorso perchè ti addormenti prima; Elisa di Rivombrosa che ogni tanto riusciva a maltrattarci pure lei; Ascanio Celestini e le gaffes di Desi; Expolangues e l'infinità di pacchi trasportati avanti e indietro; i dvd porno e la musica new age dell'ultimo piano; gli aneddoti degli Addetti e del Vecchio Direttore, tra urla e armadi scambiati per la porta; la serata alla Cinèmatheque e il viaggio in metro precedente (anche se raccontato da Desi resterà nella storia); il pazzo nell'Ufficio Informazioni con me ed Angela; la vecchia pazza che viene ad assistere agli eventi dal 1982 e ogni volta che riesce a fermarti ti racconta tutta la sua vita; i libri rubati in biblioteca, tra cui l'opera omnia di Miller, e salvati da un triste destino in una discarica; Desirée che esclama al telefono "Non ho mai smesso di sentirti", etc etc etc Ce ne sarebbero di cose da raccontare, ma poi mi metterei sicuramente a piangere, perchè è vero che quel posto era una gabbia di matti, ma tuttosommato mi ci trovavo bene e una volta fatta l'abitudine mi ci sentivo un pò come a casa. E poi ai miei due mentori preferiti, quello che sta tra i topi e quella che sta tra i VIP, mi ci sono davvero affezionata ed è triste lasciarli. Per terminare, ricordo ai futuri stagiaires che: Non sarai mai ascoltato, ma la volta che succederà avresti preferito non esserlo.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 01:55
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Titolo a caso per un post ancora più a caso, dato che non ho niente di interessante da scrivere, ma scrivo solamente perchè ho voglia di scrivere.
Giovedì finisce la mia avventura istituzionale in quel di Paris ed entro il cinque maggio sarò nuovamente in Italia. Al solo pensiero di rientrare a casa e di lasciare Paris mi sento malissimo, quindi effettivamente il mondo potrebbe chiedersi perchè non mi cerco un lavoro qui e ci resto, ma siccome ho vari ed eventuali programmi è probabile che non sarò di ritorno qui prima del 2009, possibilmente dopo un soggiornino in Irlanda. Che ronf. In queste due settimane me ne sono stata a lavorare in Biblioteca e ho sviluppato un vero e proprio amore per questo tipo di lavoro. Peccato che in Italia si entri praticamente solo per concorso statale e che, quindi, sia un pò una fregatura. E poi, diciamocelo, nelle biblioteche ci rinchiudono i pazzi quindi non potrei mai lavorarci....uhuhuh! Che ronf. La Fortitudo domenica contro Milano si gioca, in parte, l'ingresso ai play off. In parte perchè, poi, dipenderà molto anche da quello che faranno Cantù e Pesaro. Incrociamo le dita, altrimenti pazienza. Meglio dell'anno scorso è andata, non che fosse molto difficile, sicuramente l'anno prossimo andrà ancora meglio. Che ronf. Questa sarà una settimana piena di impegni sociali e di molte mangiate/bevute. La mia dieta ne risentità e questo potrebbe essere un male.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:25
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Una delle motivazioni per cui mi piace lo stage che sto facendo - nonostante i milleducento motivi contrari - è che mi permette di ampliare la mia cultura.
In particolare questa sera ho avuto modo di assistere alla proiezione del documentario Parole sante di Ascanio Celestini sulla storia di un collettivo autonomo formatosi all'interno di Artesia, il più grande call center italiano.
Nonostante fossimo state io e Desirée a recensire la serata non sapevamo niente dell'autore, anche se io continuavo a sostenere che Ascanio Celestini fosse un nome a me noto. Gira che ti rigira, alla fine, ci siamo dimenticate di informarci e questa sera, lasciate a conversare col regista, abbiamo avuto modo di fare un paio di figure paperinesche che a raccontarle nessuno ci crederebbe.
Tralasciando le figure degne di Susan di Desperate Housewife, ho avuto modo di scambiare con lui alcune impressioni sulla situazione politica italiana contemporanea e probabilmente è stato un bene che non l'abbia ricnosciuto, altrimenti mi sarei sentita oltremodo in imbarazzo, invece così ho avuto modo di esprimermi dandogli del tu, un pò come se parlassi con il mio migliore pote.
Devo dire, comunque, che Ascanio mi ha fatto un'ottima impressione e il suo documentario altrettando; a tratti mi ha quasi fatto piangere. Agata l'ha definito un pugno allo stomaco e, devo dire, che nonostante possa sembrare una banalità non posso che darle ragione.
E' stato uno di quei documentari che mi fanno venire voglia di tornare immediatamente in Italia e di m'engager per cambiare il mio paese che, nonostante critichi sempre, adoro. Peccato sapere già che una volta tornata a casa mi farò riprendere dalla pigrizia e mi cullerò nella mia piccola e poco impegnata vita. Probabilmente in televisione Parole Sante non passerà mai, ma se a chi legge capitasse l'occasione lo consiglio vivamente. Appena riesco metto qualche citazione di frasi che ho particolarmente apprezzato.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 23:13
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Martedì sera arriva la mia F.U e la cosa non può che riempirmi di gioia (sono anche un pò emozionata, a dire il vero). Tra le varie cose che il suo arrivo impone, c'è sicuramente l'acquisto della carta per impacchettare il suo magnifico regalo di compleanno, perchè consegnarglielo nel sacchetto potrebbe fare alternativo, ma non romantico.
L'Università di Torino ha gentilmente deciso di finanziare il soggiorno parigino di Arancione. Mi spiace solamente non poterla ospitare in casa, ma sono sicura che troveremo un'adeguata soluzione. Ora che ci penso, compreso nell'affitto ho una meravigliosa cantina, magari le può interessare...
Giovedì sera ho proposto a un ragazzo conosciuto da tipo dieci minuti di sposarmi, sto diventando socievole, è incredibile! Sto anche facendo pseudoamicizia con un ragazzo italofrancese che bazzica molto spesso all'Istituto CIA, quindi la mia socievolezza aumenta sempre di più. In tutto questo, comunque, sono stata molto aiutata dalla penultima stagiaire arrivata da noi, che probabilmente è anche quella con cui ho più cose in comune (infatti diciamo sempre che è stato Amore a prima vista). Una così fan di serie TV, effettivamente, è più unica che rara, in più l'anno prossimo vuole trasferirsi in Irlanda per imparare l'inglese...
Nonostante i miei flirtaggi di giovedì sera sono anche disperatamente single (magari disperata non lo sono, anche perchè suona male dirlo, però single lo rimango). Perchè a Parigi non si trova un essere di sesso maschile decente, single e magari anche appassionato di basket? Eppure ho conosciuto più giovini qui che non nel mio ultimo anno genovese... Parlando di cose serie e lavorative, ultimamente mi sono occupata di attività più interessanti del rispondere alle letterine dell'ufficio informazioni. Avendomi, infatti, preso in simpatia la segretaria della Direttrice (in realtà tale segretaria dice che è stata proprio la Direttrice a volermi, ah il mio ego ne gioisce) mi sono stati affidati lavoretti di quasi responsabilità, tipo scrivere discorsi, testi per brochure, organizzare cataloghi per manifestazioni, conoscere Fanny Ardant e fare una foto con lei (no, questo non è un incarico, ma parte del piacere di lavorare alla CIA) che ho simpaticamente diviso, con nonchalance, con la mia amorosa colloga di cui un poco sopra. Che non si dica, in seguito, che sono un'arrivista crudele e senza scrupoli solo perchè, zitta zitta, arriverò a dirigere l'Istituto...ah la modestia e la non esagerazione.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 14:16
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| Tè
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Settimana di grandi cambiamenti alla CIA.
Intanto Mirko se n'è andato e non ritorna più e la metro delle 9.30 senza lui....no, questa era una canzone della Pausini, più o meno.
Dicevo, Mirko è tornato in Italia con dispiacere un pò di tutti - soprattutto di Gavaina - ma al posto suo abbiamo gadagnato, tra una cosa e l'altra, quattro nuovi/e stagiaires: Nicoletta, di cui forse avevo già parlato, Desirée, Simone e Sandra. O meglio, Sandra arriva lunedì, ma già la conto.
In totale, quindi, siamo sette stagisti con praticamente nulla da fare. Davvero divertente. Cioè, divertente tantissimo, perchè è più il tempo che passiamo a sparare cazzate che a lavorare. In più ci si è aggiunta anche la segretaria della direttrice e, un pò, anche il bibliotecario quindi l'ultima settimana l'abbiamo passata a piangere dalle risate. Tanto per dire, oggi Angela telefona in un ufficio a caso convinta di telefonare a me. Risponde, invece, Desirée e il dialogo, a quando mi hanno raccontato è stato:
A: Hey
D: Dimmi Ilaria
A: Ma non sei te, Ilaria?
Ma benissimoooooooo, sono sempre nei loro pensieri, che tenere! A fine giornata, mentre bevevamo un pò di Porto nell'ufficio della nostra Responsabile, Desirée chiede:
D: La Direttrice viene da Napoli?
I: Non tutti i giorni...
Attimo di silenzio, poi tutti morti dal ridere.
Si, sono davvero simpatica, lo so, non c'è bisogno che me lo ricordiate.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:20
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| Tè
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Technorati |
Presi da somma noia e grande voglia di sdrammatizzare le tragicomiche vicende quotidiane abbiamo aperto un blog sulla vita all'Istituto CIA.
Lo si trova qua: UBI MAIOR
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 16:45
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| Tè
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Conto alla rovescia per l'arrivo della Val il 18 marzo. Dovro' anche trovarle un regalo di compleanno, nell'attesa. Il 19 marzo evento con Monicelli a cui devo assistere. Il 20, invece, qui all'ufficio CIA arriveranno Stefano Benni e Daniel Pennac. Sono già terribilmente emozionata, Pennac é il mio mito da quando ero bambina. Ieri ho studiato un paio d'ore al Pompidou e sono stata benissimo, c'é un silenzio miracoloso e un'aria da biblioteca - ovviamente - emozionante. Lo adoro. Oggi ho lavorato nella biblioteca-CIA con Angela e Nicoletta e ci siamo occupatedei libri e della catalogazione dei DVD. EmoSSIone. Tra un paio di minuti vado a lavorare per la Direttrice, a quanto ho capito. Qui le cose si fanno serie. Ho voglia di diventare mamma.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 15:01
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| Tè
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Questo pomeriggio mi sono simpaticamente scoppiata una conferenza di SEI ORE su Garibaldi e il movimento garibaldino, nonchè sulla linea di unione tra camicie rosse e camicie nere.
Il tutto può essere riassunto nella frase che una professoressa dell'Università di Bologna ha espresso in un francese non propriamente francese: "Mussolini era il San Francesco del fascismo". Angela ed io ci siamo letteralmente cappottate dalle risate.
L'aspetto positivo della conferenza è stato che, tra il pubblico, c'era il giovane professore mio futuro marito e, soprattutto, prima della suddetta conferenza mi ha anche parlato per chiedermi un paio di informazioni.
A fine conferenza, comunque, sono stata anche ingaggiata come microfonina e, con il mio innegabile charme, ho passato un'ora e mezza a fluttuare in mezzo al pubblico passando il microfono, ne farò sicuramente il mio futuro lavoro, una volta tornata in Italia.
Sembra che la febbre mi sia passata, e questo non può che essere un bene, così questo fine settimana potrò darmi a folli folleggiamenti. Il programma, per il momento, prevede una visita al cimitero di Père Lachaise dove, mannaggia a me, non sono ancora riuscita ad andare.
Visto il freddo polare che fa in questi giorni sarebbe più consigliabile stare in casa, ma non posso farmi mummificare viva nel bilocale.
E' arrivata una nuova stagiaire, Nicoletta, che mi ha già fatto scoprire luoghi interessantissimi, come un piccolo teatro in cui, dal 1957 ad oggi, danno solo soltanto e solamente La cantatrice chauve di Ionesco, pièce del teatro dell'assurdo che amo particolarmente.
La settimana prossima Angela, Gavina e Mirko vi saranno trascinati anche contro la loro volontà. Evviva la democrazia!!!!!
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 20:23
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| Tè
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Ieri siamo stati reclutati per allestire lo stand alla Fiera dei Servizi Segreti che si tiene a Paris dal 6 al 9 febbraio.
Allestire lo stand, in realtà, è un fine eufemismo per indicare le operazioni di carico/scarico pacchi, tavoli, sedie, espositori, televisioni, roba varia.
Chiaramente perchè chiamare persone abili a tale operazione quando si possono utilizzare, gratuitamente, gli stagiaires? Sono domande che non ci si dovrebbe nemmeno porre, ma per ammazzare il tempo sto qui a farmele.
Dopo otto anni di Scout, comunque, non è che qualche decina di pacchi, contenenti libri e cataloghi, potesse spaventarmi e così, armata di molta pazienza e forza bruta ho faticato avanti e indietro, per un sacco di ore. L'orario di lavoro, infatti, sarebbe terminato alle 18, ma non si sa bene perchè siamo usciti di lì - per ultimi - alle 20.45. Il posto della fiera, per altro, non è nemmeno troppo vicino a casa, così ho impiegato tipo un'ora di metropolitana prima di arrivare al mio amatissimo focolaio domestico.
In realtà avremmo anche allestito lo stand, ma in maniera così orribile che preferisco non parlarne e sperare che, domani quando sarà il mio turno di starci, sia bruciato tutto e non mi resti nient'altro da fare che flirtare con quelli degli altri stand.
Nervosismo a mille, proprio.
Voglio dire, va benissimo essere sfruttata per camallare pacchi e pacchettini, ma se poi cerco di darti un consiglio su come allestire lo stand al meglio - cosa che, per altro, ho studiato nel corso di Marketing in cui sono diplomata - potresti almeno fare finta di ascoltarmi e di prendere in considerazione la mia idea (o quella di Gavina, per esempio) e non cassarmi fottendotene.
Per fortuna oggi ho guadagnato una giornata di ferie, anche perchè stamattina mi sono svegliata con mal di gola, mal di orecchie e raffreddore e sto prendendo mille medicine per impedire alla febbre di attaccarmi.
Domani ci sarà tantissimo da ridere.
Cambiando completamente argomento, giuro che prima o poi riprendo a commentare le partite della Fortitudo, è che con un computer in due è difficile averlo al momento giusto.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 16:46
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| Tè
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Avrei davvero mille cose da scrivere, per lo più serie e riflessive, che mi aiutino a rimettere in ordine i miei pensieri.
Il fatto è che non so da dove cominciare, non so nemmeno se cominciare. Sono due o tre giorni che le parole mi frullano in testa, ma come al solito non ho carta e penna al momento giusto e, ora che sono davanti allo schermo, le frasi si sovrappongono incoerentemente, cercando di soffocarsi l'un l'altra.
Non posso non citare la conferenza sull' Europa di ieri sera che ha visto, tra i partecipanti, Jacques Delors. Più che altro non posso non citare il fatto di aver visto (e sentito) dal vivo tale illustre personaggio; è stata sicuramente un'esperienza interessante, nonostante ogni tanto il mio francese si ingarbugliasse un pò e perdessi il filo del discorso. C'è da dire anche che, a volte, mi mancavano riferimenti storico-politici essenziali alla comprensione del discorso e potrei anche pensare, con calma, di approfondire le mie conoscenze in materia. Un riassunto sarebbe anche gradito.
Mi sono anche un pò innamorata a prima vista di un giovane professore di SciencesPo e, per me che se non sono piccoli nemmeno li guardo, trovare interessante un circa trentenne ha della novità.
In tutto questo c'è anche da dire che sono stanca e distrutta perchè ieri avevo le scarpe col tacco alto e stare in piedi tutto il giorno è faticoso; in più, dopo la conferenza, siamo andati a mangiare una crèpe tutti insieme ed è stato divertente, ma mi ha fatto tornare a casa all'una. Non so quanto il mio fisico reggerà tutta questa socievolezza, non ci sono veramente abituata e ho un pò paura di esplodere.
Non sto trovando un vero equilibrio: mangio davvero poco, più che altro schifezze, e dormo ancora meno. D'accordo essere giovani, ma poi il fisico, soprattutto se non abituato, non regge.
Già cominciano ad intravedersi i primi segnali del riapparire del mio alterego, non sono cose piacevoli soprattutto per chi non mi conosce ancora bene.
Credo, però, che tutta questa mia socievolezza non sia solamente una maniera di integrarsi e di sopravvivere in quel di Paris, ma sia propriamente un lato un pò nascosto del mio carattere. Da che sono in questa città da sogno, del mio sogno, sono piena di una voglia di fare ancora più forte di prima ed essere circondata da due o tre persone intelligenti e decise, o che per lo meno a me appaiono così, in parte mi è molto di stimolo, mi aiuta a combattere la mia atavica ed un pò innaturale pigrizia, restituendo quell' Ilaria attiva che da qualche anno esiste solamente in parte.
D'altra parte, però, essere circondata da tutta questa decisione fa riapparire quell'insieme di insicurezze a cui Ilaria cerca di non pensare, da quando ha scoperto di non sapere cosa vuol fare nella vita, e l'insicurezza è qualcosa in cui non mi riconosco, una parte di me che non sono ancora riuscita ad accettare e che mi ostino a nascondere in qualche angolo recondito.
Ho bisogno di un progetto, perchè questa vita un pò improvvisata mi lascia spaesata e rischia di annientare tutte le mie forze e più mi sento debole, più mi combatto.
In realtà non erano proprio queste le cose di cui volevo scrivere, questa sera. Eppure avevo bisogno di mettere a nudo le mie insicurezze, attraverso parole in cui già non mi riconosco più nonostante siano le mie.
Forse ho solamente bisogno di sentirmi per un attimo importante, di provare un vero slancio per qualcosa o per qualcuno, di interessarmi davvero a qualcosa di mio.
Forse ho solamente bisogno di smetterla coi miei complessi di inferiorità perchè non ne è davvero il caso e lo so benissimo da sola.
Forse ho bisogno di me o forse è proprio da me stessa che devo allontanarmi, per capirmi meglio.
Egoistica ed egocentrica come al solito, prima o poi riuscirò a smettere di esserlo e potrò concentrarmi su chi mi sta davvero intorno.
Abbasso la timidezza e l'insicurezza, da domani voglio riuscire anche io ad esprimere le mie opinioni che, in fondo, dovrò pur avere, da qualche parte. Non sono mica una bambola di pezza. O forse si. O forse no.
A dirla tutta, e con questo finisco questa lagna di post, la cosa di cui avrei più bisogno in questo momento è un buon bicchiere di alcool, un paio di amici pescati a caso dal grandissimo mazzo che possiedo - e che sono fortunatissima ad avere, me ne rendo ogni giorno conto, nonostante sembra spesso lo dia per scontato - e divertimento sfrenato, che vuol dire risate fino alle lacrime, chiacchiere futili e serie tv, di cui sto seriamente cominciando a sentire la mancanza.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:28
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| Tè
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Technorati |
La socializzazione parigina continua.
Mercoledi, a pranzo, ho avuto modo di conoscere altri due ragazzi italiani (il fatto di essere in Francia é un dettaglio ininfluente) che, probabilmente, non vedro' mai più. Ma sono bei momenti.
Con gli altri stagiaire tutto bene, a parte che Mirko, oramai, comincerà a soffrire di crisi dèidentità perché, prima, é stato chiamato CIRIO - e già qui - poi, da Starbucks, il commesso l'ha chiamato PEDRO. Cioé, più che chiamato l'ha scritto sul bicchiere, dopo che Mirko aveva ripetuto due volte il proprio nome.
Abbiamo riso per due ore e credo gliela meneremo a vita.
A marzo arriveranno due nuovi stagiaires, un ragazzo e una ragazza, a sostituire Mirko e Daniele (che in realtà ci ha abbandonato già questa settimana)che stanno finendo il loro periodo da stagisti in questa meravigliosa struttura.
Ultimamente abbiamo molti lavori di concetto, come picchiare le fotocopiatrici; lanciare le stampanti che non funzionano e tentare di rispondere alle lettere dei bambini -che sarebbe anche divertente - con mezzi tecnologici dell'anteguerra, mentre i capi supremi se la grattano e si lamentano che lavorano troppo -come é giusto che sia in ogni ufficio.
Cio 'nonostante noi ci divertiamo e, anzi, andiamo a cena fuori insieme, discutiamo ardentemente di politica italiana (e un po' estera), installiamo messenger sul nostro pc e tentiamo di sopravvivere uniti a questa esperienza.
Stasera superconferenza seriosa a cui dovro' assistere in qualità di guardarobiera e venditrice di libri. Emozionante.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 16:17
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| Tè
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Technorati |
Secondo aggiornamento da quel di Paris.
Con domani sarà una settimana che lavoro nell'Agenzia Segreta parigina e sto iniziando ad ambientarmi. Per il momento le mie missioni sono relative alla diffusione delle informazioni e alla risposta alle domande più improbabili il che, molto spesso, é anche divertente.
Causa problemi con la casa, da ieri a martedi prossimo sera, sono collocata a casa di un'amica della mia coinquilina. Una bellissima casa con tanto di codice segreto per accedervi. Prima o poi non mi si crederà più, ma Paris é davvero la città dei codici segreti....che poi tanto segreti non sono, ma son dettagli.
Odio ufficialmente le tastiere francesi perché non sono QWERTY, ma piuttosto AZERTY , un giorno voglio chiedere il motivo di questa follia, ma per ora me ne sto.
Sto usando poco Internet e ancora meno televisione (in questo momento sto guardando la terza stagione di Prison Break, ma é un caso) e mi sto dedicando moltissimo alla vita sociale. Che il soggiorno parigino restituirà una me differente? Ci sto credendo poco, ma non si sa mai dalla vita.
Settimana prossima saremo pieni di eventi e conferenze, percio mi toccherà vestirmi bene per affrontare la stampa....manco intervistassero me.
Devo contattare un mio conoscente che sta a Paris, ma per il momento i miei giovini colleghi mi bastano e mi aiutano ad ampliare le mie conoscenze.
Nel fine settimana vorrei andare al cinema, possiibilmente prima delle 12.00 per risparmiare, e godermi un altro film in lingua originale sottotitolato in francese. Se riesco magari vado a vedere La guerre selon Charlie Wilson o come si chiama, quello con Tom Hanks e Julia Roberts. Non vorrei sparisse dai cinema e io tornassi in Italia senza averlo visto. Dopo il 23 ci sarà, poi, da vedere Sweney Todd.
Che ho visto Espiazione (Reviens-moi) e mi sono commossa moltissimo l'ho già detto?
Se nel fine settimana riesco a convicere qualche collega magari vado alla Villette che sono terribilmente curiosa. Intanto domani porto la macchina fotografica in ufficio, cosi ci sbizzarriamo a fare gli scemi.
Infine, sono diventata Starbucks addicted che, ovviamente, fa molto trendy e féscion e soprattutto fa un caffé espresso semidecente. Se riesco a passarci una sera mi prendo un frappuccino e vedo com'é senza rischiare di morire per la mia intolleranza al latte. Che vita difficile.
Ho trovato, pero, una pizzeria perfetta dietro casa mia e, ancora più importante, un bar sottocasa dove un ragazzo carino fa un espresso delizioso. L'ho scoperto l'altra mattina e sono rimasta un quarto d'ora a fargli i complimenti. Dalla settimana possima, che abitero nuovamente li, ne diventero cliente abituale. Che si prepari.
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e il suo tè delle 21:26
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Finalmente riesco a trovare un pò di tempo per scrivere qui.
Sono arrivata mercoledì scorso e già mi sono ambientata.
Ho avuto modo di fare qualche giretto turistico (sotto la pioggia) e cercare disperatamente la tomba di Durkheim, che alla fine non ho trovato, e quella di Baudelaire, che invece ho trovato. Emozione emozionissima.
Ieri ho iniziato anche lo stage. In tutto, al momento, siamo cinque stagiaires: due ragazzi e tre ragazze. Simpaticissimi, davvero, ci sbattiamo un sacco, ma ci facciamo anche mille risate. Ieri sera, inoltre, prima uscita notturna seriosa (ero già uscita domenica, per andare a cena da un'amica della mia coloc) proprio con loro e una ragazza francese. S'è finito a parlare di politica (in italiano), ma d'altronde sono tutti laureati o laureandi in Scienze Politiche, toccherà pure a me trovare qualcosa da dire.
Ritorno notturno per l' una, tra mètro, taxi e gente di colore che conduce loschi traffici nei taxi mentre io ne aspetto uno al freddo e al gelo, ma anche questa è Paris.
La casa è molto da dipendente C.I.A.; per entrare, infatti, devo prima inserire un codice sefreto, entrare in un atrio, aprire una porta con una chiave particolare, attraversare un salone, aprire un'altra porta, passare per un cortile interno, aprire un altro portone, salire le scale e finalmente ci sono.
Il palazzo dove lavoro, se possibile, è ancora più CIA perchè è suddiviso in quattro parti. Nella principale si accede con un badge magnetico posseduto solo dia grandi capi, poi c'è la biblioteca con l'ufficio degli stagiaires a cui noi accediamo tramite scale segrete che ci portano nei sotterranei. Sotterranei in cui scopro sempre nuove porte.
Poi c'è il piano terra con la direttrice e i vari saloni che, essendo saloni d'epoca, hanno mille porticine nascoste per noi agenti segreti e ignote al pubblico. Infine, oggi, ho scoperto una nuova base segreta a cui si accede richiedendo una chiave particolare alla segretaria, poi si prende un ascensorino traballante, si salgono delle scale pericolanti e, finalmente, si è in questo sottotetto arredato dalle più sofisticate tecniche di spionaggio (ok, sto ufficialmente impazzendo, ma è troppo divertente quindi scusatemi).
Per ora è tutto perchè sono leggermente di fretta. Appena avrò tempo aggiornerò meglio e risponderò alle numerose mail che ho ricevuto.
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e il suo tè delle 19:39
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...e qualche volta si avverano, inaspettatamente, quando nemmeno ci credevi troppo.
Capita, per esempio, che a inizio ottobre fai domanda all'ultimo minuto per un tirocinio all'Istituto di Cultura Italiana di Parigi.
Capita, anche, che l'Università di Genova dia un consistente contributo economico a questo tirocinio, cosa niente affatto superflua perchè Parigi ha degli affitti (e una vita) piuttosto cari.
Capita che dopo, praticamente, te ne dimentichi: vuoi perchè è un concorso su scala nazionale, vuoi perchè c'è un unico posto e pensi a quanta altra gente avrà fatto la stessa domanda.
Capita che a novembre inizi, finalmente, uno stage fantastico a Torino (l'altra città dei tuoi sogni) e già il primo giorno ti innamori del lavoro, delle colleghe, dell'ufficio, del ristorante dove pranzi, delle coinquiline, etc...e sei già pronta a sperare di rimanerci a vita.
Capita anche, però, che il secondo giorno di questo stage ricevi la telefonata dall'Università che ti comunica che hai vinto il concorso per il tirocinio a Parigi e, senza nessuna esitazione, rinunci allo stage torinese e corri a casa, moduli alla mano, per accettare il tirocinio e trovarti con le spalle al muro, senza nemmeno avere il tempo di pensare se davvero a Parigi ci vuoi andare perchè sai che se ti fermassi a riflettere saresti assalita dall'ansia e, un pò, anche dalla paura.
Capita, quindi, che dal 14 gennaio 2008 al 14 aprile 2008 vivrai e lavorerai a Parigi, come hai sempre sognato da quando avevi quattro anni e guardavi Audrey Hepburn interpretare Sabrina.
Se per caso fosse un sogno, per favore evitate di svegliarmi perchè non credo lo sopporterei.
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e il suo tè delle 19:19
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Rieccomi a Genova dopo un paio di giorni passati nella mia nuova casa torinese.
Giovedì sono andata a consegnare tutti i documenti e ora devo solo aspettare l'okkey dalla filiale madre per iniziare (verosimilmente intorno a mercoledì prossimo). Le colleghe, per ora due, sono giovani e con l'aria simpatica, spero di trovarmici bene.
L'ufficio è a una ventina di minuti da casa mia, quindi anche se si inizia alle 8.30 posso evitare alzatacce assurde e, forse, una delle due colleghe passa proprio dalla mia via per andare al lavoro, quindi super comodo.
In più, Yriaf sta praticamente dall'altra parte del fiume, vicinissima e questo mi fa sentire al sicuro.
Se poi una delle altre due coinquiline decidesse definitivamente cosa fare della sua vita ne sarei anche più lieta. Finirò a dormire ai piedi del letto di Aran, come in una simpatica cuccia per cani! (Ma tanto noi ex-Scout ci abituiamo un pò a tutto).
Nei miei primi giri esplorativi ho già trovato il MacWorld, dove porterò al più presto janvier a cambiare alcuni tasti della tastiera ormai andati, e un negozio fighissimo di musica, dove ho già comprato un cd dei Macbeth tanto per inaugurarlo, con anche un sacco di LittleAppleDolls (che io amo), action figures e statuine di fatine. Per fortuna non guadagno praticamente nulla, altrimenti sarei sempre lì a comprare qualcosa.
Domani pomeriggio me ne torno su a Torino e direi che, se tutto va come deve andare, fino al 23/24 novembre non scendo.
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e il suo tè delle 14:15
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E' ufficiale: da lunedì prossimo inizio uno stage di tre mesi, con rimborso spese, in un'agenzia di selezione del personale in quel di Torino.
Siccome sono una donna fortunata ho trovato anche un posto letto in una calda e accogliente casa abbastanza vicina al posto di lavoro. Casa che, guarda un pò, è la stessa di Aran, quando si dicono i casi della vita (o quando si minacciano le coinquiline e le si fanno scappare a gambe levate).
La mia prossima missione, ovviamente, sarà di far installare internet nell'appartamento che un paio di settimane resisto, tre mesi assolutamente no e visto che non ho intenzione di tornare tutti i fine settimana a casa, ne abbisogno profondamente.
Mercoledì 7 novembre, perciò, prenderò il trenino con Aran e mi trasferirò nella mia nuova casetta, iniziando questa emozionante avventura lavorativa e abitativa.
Finirà che io e Aran inizieremo ad odiarci? Chi lo sa....
La val verrà spesso e volentieri a Torino a trovarci e scoprirà che le piace pure la città?
La mia povertà sarà tale che non potrò comprarmi da mangiare e dimagrirò a vista d'occhio?
I coriandoli invaderanno l'appartamento? (questa la capisce solo Aran)
Sono emossionata, emossionatissima, ma anche un pò spaventata per il nuovo lavoro, ma ho ancora una settimana di cazzeggio per non pensarci e organizzare la mia vita.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 14:51
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Fine settimana in quel di Milano (Arese, a voler essere precisi) a casa della mia Fidanzata Ufficiale nonchè collega della CIA nonchè Val.
Arrivata venerdì in prima serata, col mio meraviglioso trolley rosa Carpisa, vengo subito trascinata (non senza esitazioni logistiche) in corso Como a prendere un aperitivo con la sopracitata, una sua collega di università, il famoso Edo, un suo amico e l'uomo del mistero (che dovrei aver citato nei post sotto).
Aperitivo molto lauto e divertente, innaffiato da una Caipiroska alla fragola e da un Daiquri sempre alla fragola (ah l'alcolismo), seguito da un veloce giro per il centro di Milano dove, per altro, ho perso uno dei miei orecchini a cerchio in oro bianco.
Per quanto riguarda la questione sentimentale alla fine ho deciso di non lasciarmi trascinare. Non ero troppo convinta e non sarei stata una compagna adeguata, non in questo momento. Continuo a essere convinta di voler restare da sola.
Sabato, invece, ho dormito fino alle undici come si addice a un'ospite perfetta e molto simpatica (la notte prima non avevo chiuso occhio, sono scusata), ho mangiato lautamente e passato il pomeriggio nel letto a una piazza e mezza della Val a fare cose turpi (leggesi guardare il film "La rivincita delle bionde 2") fino all'ora di uscire per l'appuntamento con la sua compagna di università.
In centro, infatti, c'era la Notte Bianca a tema Anni Settanta e saremmo potute mancare?
Per prima cosa abbiamo vagato alla ricerca di un depliant con il programma, ma non siamo riuscite a trovarne. Scoraggiate, allora, ci siamo consolate mangiando panzerotti dolci e salati dopodichè abbiamo zompettato fino ai Navigli, alla ricerca della Trattoria dello zio del Tato.
La ricerca, però, è stata interrotta da un locale carino dove ci siamo prese un aperitivo (nella fattispecie un Cuba Libre) e osservato due giovani italiani che ci provavano con le due americane accanto a loro, in un inglese stentatissimo.
Ridendo come matte siamo uscite, abbiamo fatto un giretto nella fumetteria lì accanto e, finalmente, abbiamo trovato la trattoria. Il Tato era carinerrimo pettinato col codino e col grembiulino rosso. Siccome aveva da lavorare ancora un pò l'abbiamo salutato dirigendoci nuovamente verso la festa in centro che, intanto, aveva raggiunto il suo culmine.
Dopo aver sostato un pò in Piazza Duomo a seguire la storia della musica anni Settanta, ci siamo assestate in Piazza del Liberty dove un simpatico gruppo (con cantante non troppo giovane, ma molto fascinoso) ci ha intrattenute con musica molto ballabile e poco truzza che conoscevo pure io, tra cui sigle di serie tv e cartoni d'epoca.
Ho avvisato il Tato e i suoi amici su dove ci trovavamo, ma alla fine non siamo riusciti a incrociarci. Peccato.
Peccato anche che non ci fosse il Pigi, dislocato in quel di Genova per una volta tanto.
Tra un ballo e una risata, siamo tornate a casa alle due/due e mezza. Si poteva fare di meglio, ma non lamentiamoci.
Domenica mattina ho accompagnato la val alla partita della squadra che allena, partita che hanno perso miserrimamente 0-5.
Ho pranzato coi suoi nonni, poi ci siamo svaccate sui nostri rispettivi lettini. Lei a dormire, io a leggere. A pomeriggio inoltrato siamo state raggiunte dal Chicco e abbiamo giocato a Trivial Pursuit, facendoci battere da lui, per altro.
Alla sera, tranquilla visione di NCIS e sbafamento goloso di un dolcino al cioccolato ricoperto di zabaione (tutto cucinato dalla val e dal mitico Bimby).
Lunedì mattina sveglia relativamente presto. Trenino da Rho per Milano centrale, trenino da Milano centrale per Genova Piazza Principe. Un simpatico giapponese mi ha tirato su (e poi giù) la valigia, mentre un altro leggeva un giornale coi kanji di fianco a me.
Treno in simpatico ritardo di venti minuti. Perdita della coincidenza a Principe. Arrivo a casa un'ora dopo il previsto.
E ora arriviamo alla notizia-evento della giornata.
Al 95% ho un lavoro. O meglio, ho uno stage.
Ho uno stage di tre mesi (più altri possibili tre) in quel di Torino, prima, e Settimo Torinese dopo.
Se tutto va come deve andare mi trasferisco ed inizio la settimana prossima.
Sono elettrizzata.
Felicissima ed elettrizzata.
| .D.a.R.k.A.n.G.e.L.
e il suo tè delle 21:37
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Adesso che sono a casa alla ricercadi un sedicente lavoro (ah, la vita della disoccupata!) non è che ami particolarmente il fine settimana. Non c'è mai nulla da fare, a parte seguire la partita della Effe , e mi annoio abbastanza. Magari non la sera, ma durante il giorno sicuramente.
Questa volta non è stato affatto così, anzi...mi sono lobotomizzata meno del solito davanti al pc.
Venerdi sera palestra. Doveva esserci Fit Boxe, ma, siccome l'avrei fatto solo io, l'istruttore mi ha spedito a fare macchine. E così mi sono distrutta tra ciclette, tapis roulant e panca per addominali...ma i risultati si vedono, mica pizza e fichi! Insomma, da quando ho iniziato la dieta ho perso tre chili. Spero che domani la diet | | | | | |