Tuti i colori del tè:

   
   
   
   
mercoledì, giugno 18, 2008

La Tour Eiffel.
So che non è per nulla originale, ma è innegabile il fascino che emana questa strana e molto inutile costruzione.
La Tour la preferisco, però, al tramonto, magari sotto un pò di grandine come mi è capitato quest'anno con la Val e Juju. Mi piace restare lì sopra e guardarmi intorno, riconoscendo palazzi e parchi, non solamente quelli che qualunque turista saprebbe riconoscere, ma anche altri più sconosciuti. Mi piace guardare in basso e sentire un pò mia tutta la città.
Lasciar vagare il mio sguardo sui raggi del sole mentre si riflettono sull'acqua. Fa molto poetico, ma è così che mi piace viverla e ricordarla ogni tanto.


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venerdì, maggio 16, 2008

Capita che mi chiedano spesso se Paris mi è piaciuta e, soprattutto, cos'è che mi è piaciuto di più.
La prima risposta che mi viene in mente, ogni volta, è Notre-Dame al tramonto vista dal Pont St. Michel.
Sarà banale e molto turistica, ma ogni volta che ne avevo l'occasione facevo a piedo il pezzo di strada dal mio ufficio alla zona di St.Michel e, da lì, camminavo ancora fino alla fermata della metro Chatelet. Questo pezzo di strada mi permetteva, ogni volta, di ritrovarmi sul Pont St.Michel da dove, guardando verso destra, potevo osservare parte di Notre-Dame, la Senna, le nuvole, il cielo al tramonto, i riflessi sul'acqua e restare incantata ogni volta.
Sarà che il cielo di Paris non è mai uguale ed assume sfumature differenti ogni volta che lo guardi, ma quella vista non mi ha mai stancato e, ancora adesso, mi manca e darei qualsiasi cosa per poterla rivedere.

Pur sapendo che le foto che ho scattato non rendono particolarmente giustizia al mio scorcio parigino preferito, tanto per rendere l'idea...


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domenica, aprile 27, 2008

A Paris è finalmente arrivata la prima - anzi siamo passati direttamente all'estate - e devo dire che, tuttosommato, un pò di sole ci voleva. Potrò dire, almeno, di aver visto la mia città da sogno con ogni clima: pioggia, neve, sole, fiorellini primaverili e colorati. Per festeggiare la mia partenza, l'arrivo della primavera e la casa senza genitori di Sandra, ieri pomeriggio sono andata da lei ad Evry a mangiare gauffres casalinghe con nutella e panna montata. O meglio, più che gauffres erano miettes de gauffres, ma il gusto era ottimo lo stesso. In più, visto che le aveva preparate per molta gente e, invece, mi sono presentata solo io erano anche tantissime. Dopo merenda, approfittando della giornata di sole sensazionale, siamo andate a vedere il Chateau di Evry che era appena stato ridipinto: all'esterno brillava un rosa improbabile con finestre bianche e grige,l'interno sfoggiava, invece, muri dipindi di arancione e verde fosforescente. TeriBBileeeee (come direbbe Desirée). Prima di rientrare a Paris mi ha accompagnato in un breve tour per la banlieue a vedere i logement HLM e i giovani che, non avendo niente da fare, passano il tempo a spacciare o a girovagare per il centro commerciale. Mi ha anche dato ottimi spunti per la mia tesi...peccato averla già scritta e archiviata!


Dopo una frugale cena da Starbucks a base di muffin e the caldo (accompagnato da un'aspirina contro il mio infinito rafreddore) mi sono regalata un cinemino con Desirée. Il film prescelto era Penelope, con Christina Ricci e James McAvoy. La mia compare ed io ci siamo ufficialmente innamorate del bel attore, tanto da passare tutto il film a sospirare ad ogni sua apparizione. A parte l'attore, il film è stupendo. E' una specie di favola moderna sospesa tra un film di Tim Burton e Il favoloso mondo di Amèlie. Niente di sensazionale, una trama semplice, ma terribilmente carina. Romantico, ma non melenso. Divertente senza cadere nel volgare, come spesso adesso accade.


Penelope, oltre ad aggiudicarsi un posto tra i miei film recenti preferiti, è stato eletto a mio film-ricordo di questo periodo a Paris. Il tutto a causa di due frasi dei sottotitoli che, probabilmente, in inglese non mi avrebbero fatto lo stesso effetto. La prima è "Tu m'as posé tellement de lapin que je n'ai plus confiance en toi" (o qualcosa del genere) frase che non avrei mai capito con precisione se Julien non mi avesse spiegato settimane fa cosa significasse poser un lapin. La seconda, invece, è "Je m'excuse" che, tra l'altro, sono assolutamente sicura che sia grammaticalmente scorretta. Credo che il resto degli spettatori si stia ancora chiedendo perchè De ed io siamo scoppiate a ridere come pazze proprio in un momento del film non triste, ma sicuramente non comico. Il fatto è che uno dei tormentoni del nostro stage era proprio l'espressione Je m'excuse, espressione preferita dalla nostra tutor che la usava sempre e comunque, fuori da qualsiasi contesto. Quando è apparsa sullo schermo non ce l'abbiamo fatta a trattenerci. E' chiaro che i sottotitoli li ha fatti lei.

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venerdì, aprile 25, 2008

.: Sigh sob :.

Dernier jour de stage e sono tristemente tristerrima.

Non solo perchè, nonostante tutto, all'Istituto ci stavo benissimo, ma anche perchè significa che dovrò tornare in Italia e chissà quando rivedrò tutti. Però, chissà, magari il 2009 mi vedrà nuovamente sbarcare in quel di Paris e, magari, per sempre. Che poi dico dico e in un anno cambiano millemila cose e nel 2009 sbarcherò direttamente in Canada, o resterò in Irlanda....o sarò a Genova a guardare la tv sul divano con mia madre...


Tornando allo stage, dei quasi quattro mesi passati in quella gabbia di matti non credo che rimarranno le incazzature, ma piuttosto le risate folli che hanno seguito i momenti di maggior nervosismo, perchè la cosa bella delle persone stupende che facevano lo stage con me era proprio l'ironia con cui sapevano affrontare anche le giornate no.

Ed è così che ripensando all'Istituto CIA non potrò fare a meno di pensare al giorno in cui Angela, la nostra sindacalista, è impazzita in mezzo alle etichette ed ha invocato l'aiuto di Marx al grido di Lavoratori Tiè!

O a tutte le volte in cui Desirée ed io, uscendo dall'Istituto, ci siamo dimenticate di Nicoletta e lei è stata costretta ad inseguirci fino al cancello d'ingresso.

O ancora al messaggio di Sandra, mandato a Desirée, per avvisarla di un ritardo del treno che ci ha fatto capire quanto fosse meno tranquilla di quello che ci era sembrato all'inizio, facendo anche esclamare "Ci piace!"

Ricorderò Daniele, invece, per un mezzo pomeriggio seduti all'accueil a cantare brani di cantautori italiani e Simone non so quanto lo ricorderò perchè, alla fine, l'ho visto davvero poco.

Mirko, Gavina e la loro love story, anche se poi ci sarebbero molti più momenti da ricordare e non solo questa parte, ma alla fine è quella più bella.

Ophelie che si è sorbita tutti i nostri discorsi in italiano senza capirli, ma che si è sorbita anche le mie frasi in finto francese stentato ed è stata così carina da continuare a cercare di farmi parlare affinchè migliorassi un pochino.



E poi l' uomo col cappello e la visione di quasi quattro dvd italiani al giorno; l'omino delle pulizie accusato di rubare qualsiasi cosa;  il guardiano che aveva un nemmeno troppo celato debole per me (e che bell'omino, tra l'altro); Buddha che con vera arte zen riusciva a non lavorare mai; i magnifici pranzi di Nonna G. nell' Ufficio Informazioni; ...AH!... che parla come Torquato Tasso, solo che mille volte più lentamente e non riesci a seguire un suo discorso perchè ti addormenti prima; Elisa di Rivombrosa che ogni tanto riusciva a maltrattarci pure lei; Ascanio Celestini e le gaffes di Desi; Expolangues e l'infinità di pacchi trasportati avanti e indietro; i dvd porno e la musica new age dell'ultimo piano; gli aneddoti degli Addetti e del Vecchio Direttore, tra urla e armadi scambiati per la porta; la serata alla Cinèmatheque e il viaggio in metro precedente (anche se raccontato da Desi resterà nella storia); il pazzo nell'Ufficio Informazioni con me ed Angela; la vecchia pazza che viene ad assistere agli eventi dal 1982 e ogni volta che riesce a fermarti ti racconta tutta la sua vita; i libri rubati in biblioteca, tra cui l'opera omnia di Miller, e salvati da un triste destino in una discarica; Desirée che esclama al telefono "Non ho mai smesso di sentirti", etc etc etc


Ce ne sarebbero di cose da raccontare, ma poi mi metterei sicuramente a piangere, perchè è vero che quel posto era una gabbia di matti, ma tuttosommato mi ci trovavo bene e una volta fatta l'abitudine mi ci sentivo un pò come a casa. E poi ai miei due mentori preferiti, quello che sta tra i topi e quella che sta tra i VIP, mi ci sono davvero affezionata ed è triste lasciarli.


Per terminare, ricordo ai futuri stagiaires che:


Non sarai mai ascoltato, ma la volta che succederà avresti preferito non esserlo.

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martedì, aprile 22, 2008

.: Che ronf :.

Titolo a caso per un post ancora più a caso, dato che non ho niente di interessante da scrivere, ma scrivo solamente perchè ho voglia di scrivere.

Giovedì finisce la mia avventura istituzionale in quel di Paris ed entro il cinque maggio sarò nuovamente in Italia. Al solo pensiero di rientrare a casa e di lasciare Paris mi sento malissimo, quindi effettivamente il mondo potrebbe chiedersi perchè non mi cerco un lavoro qui e ci resto, ma siccome ho vari ed eventuali programmi è probabile che non sarò di ritorno qui prima del 2009, possibilmente dopo un soggiornino in Irlanda.


Che ronf. In queste due settimane me ne sono stata a lavorare in Biblioteca e ho sviluppato un vero e proprio amore per questo tipo di lavoro. Peccato che in Italia si entri praticamente solo per concorso statale e che, quindi, sia un pò una fregatura. E poi, diciamocelo, nelle biblioteche ci rinchiudono i pazzi quindi non potrei mai lavorarci....uhuhuh!


Che ronf.  La Fortitudo domenica contro Milano si gioca, in parte, l'ingresso ai play off. In parte perchè, poi, dipenderà molto anche da quello che faranno Cantù e Pesaro. Incrociamo le dita, altrimenti pazienza. Meglio dell'anno scorso è andata, non che fosse molto difficile, sicuramente l'anno prossimo andrà ancora meglio.


Che ronf. Questa sarà una settimana piena di impegni sociali e di molte mangiate/bevute. La mia dieta ne risentità e questo potrebbe essere un male.

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mercoledì, aprile 16, 2008

Una delle motivazioni per cui mi piace lo stage che sto facendo - nonostante i milleducento motivi contrari - è che mi permette di ampliare la mia cultura.

In particolare questa sera ho avuto modo di assistere alla proiezione del documentario Parole sante di Ascanio Celestini sulla storia di un collettivo autonomo formatosi all'interno di Artesia, il più grande call center italiano.

Nonostante fossimo state io e Desirée a recensire la serata non sapevamo niente dell'autore, anche se io continuavo a sostenere che Ascanio Celestini fosse un nome a me noto. Gira che ti rigira, alla fine, ci siamo dimenticate di informarci e questa sera, lasciate a conversare col regista, abbiamo avuto modo di fare un paio di figure paperinesche che a raccontarle nessuno ci crederebbe.

Tralasciando le figure degne di Susan di Desperate Housewife, ho avuto modo di scambiare con lui alcune impressioni sulla situazione politica italiana contemporanea e probabilmente è stato un bene che non l'abbia ricnosciuto, altrimenti mi sarei sentita oltremodo in imbarazzo, invece così ho avuto modo di esprimermi dandogli del tu, un pò come se parlassi con il mio migliore pote.

Devo dire, comunque, che Ascanio mi ha fatto un'ottima impressione e il suo documentario altrettando; a tratti mi ha quasi fatto piangere. Agata l'ha definito un pugno allo stomaco e, devo dire,  che nonostante possa sembrare una banalità non posso che darle ragione.

E' stato uno di quei documentari che mi fanno venire voglia di tornare immediatamente in Italia e di m'engager per cambiare il mio paese che, nonostante critichi sempre, adoro. Peccato sapere già che una volta tornata a casa mi farò riprendere dalla pigrizia e mi cullerò nella mia piccola e poco impegnata vita.


Probabilmente in televisione Parole Sante non passerà mai, ma se a chi legge capitasse l'occasione lo consiglio vivamente. Appena riesco metto qualche citazione di frasi che ho particolarmente apprezzato.

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Merci à Juju (xD) pour le post  http://within-syndicate.skyrock.com/article_1689079110.html et pour m'avoir appris l'expression poser un lapin.

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domenica, marzo 30, 2008

Di passaggio dall'Italia per sostenere la preselezione per il famoso concorso al Ministero della Difesa.

Preselenzione che non passerò a meno di un miracolo divino, perchè tra il lavoro, le visite parigine, il soggiorno della Val e la vita sociale non ho praticamente avuto il tempo di studiare. Però nella vita non si sa mai, quindi partirò pr Foligno fiduciosa delle mie capacità.

Due giorni che sono a Genova e già Paris un pò mi manca. Anzi, forse leggermente più di un pò.

Città strana Paris. O meglio, strano l'effetto che mi ha fatto.

Città stupenda, ma con cui mi ci è voluto del tempo ad entrare in sintonia.

Pensavo, forse, che sbarcando nella città in cui ho sempre sognato di vivere sarebbe andato tutto a meraviglia, mi sarei sentita a casa come successe con Lyon.

Mi ci sono, invece, voluti due mesi per impossessarmene, ma ora la sento moltissimo mia, nonostante la situazione nel bilocale parigino non sia perfetta, anzi...quasi disastrosa.

A maggio, comunque, sarà tutto finito e dovrò nuovamente prendere una decisione sulla mia vita anche se, a dire il vero, qualche idea che mi frulla in testa già ci sia, tipo un soggiornino per imparare l'inglese...

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sabato, marzo 15, 2008

Martedì sera arriva la mia F.U e la cosa non può che riempirmi di gioia (sono anche un pò emozionata, a dire il vero). Tra le varie cose che il suo arrivo impone, c'è sicuramente l'acquisto della carta per impacchettare il suo magnifico regalo di compleanno, perchè consegnarglielo nel sacchetto potrebbe fare alternativo, ma non romantico.

L'Università di Torino ha gentilmente deciso di finanziare il soggiorno parigino di Arancione. Mi spiace solamente non poterla ospitare in casa, ma sono sicura che troveremo un'adeguata soluzione. Ora che ci penso, compreso nell'affitto ho  una meravigliosa cantina, magari le può interessare...

Giovedì sera ho proposto a un ragazzo conosciuto da tipo dieci minuti di sposarmi, sto diventando socievole, è incredibile! Sto anche facendo pseudoamicizia con un ragazzo italofrancese che bazzica molto spesso all'Istituto CIA, quindi la mia socievolezza aumenta sempre di più. In tutto questo, comunque, sono stata molto aiutata dalla penultima stagiaire arrivata da noi, che probabilmente è anche quella con cui ho più cose in comune (infatti diciamo sempre che è stato Amore a prima vista). Una così fan di serie TV, effettivamente, è più unica che rara, in più l'anno prossimo vuole trasferirsi in Irlanda per imparare l'inglese...

Nonostante i miei flirtaggi di giovedì sera sono anche disperatamente single (magari disperata non lo sono, anche perchè suona male dirlo, però single lo rimango). Perchè a Parigi non si trova un essere di sesso maschile decente, single e magari anche appassionato di basket? Eppure ho conosciuto più giovini qui che non nel mio ultimo anno genovese...


Parlando di cose serie e lavorative, ultimamente mi sono occupata di attività più interessanti del rispondere alle letterine dell'ufficio informazioni. Avendomi, infatti, preso in simpatia la segretaria della Direttrice (in realtà tale segretaria dice che è stata proprio la Direttrice a volermi, ah il mio ego ne gioisce) mi sono stati affidati lavoretti di quasi responsabilità, tipo scrivere discorsi, testi per brochure, organizzare cataloghi per manifestazioni, conoscere Fanny Ardant e fare una foto con lei (no, questo non è un incarico, ma parte del piacere di lavorare alla CIA) che ho simpaticamente diviso, con nonchalance, con la mia amorosa colloga di cui un poco sopra. Che non si dica, in seguito, che sono un'arrivista crudele e senza scrupoli solo perchè, zitta zitta, arriverò a dirigere l'Istituto...ah la modestia e la non esagerazione.

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domenica, marzo 09, 2008

Oggi pomeriggio turistico - e moltissimo piovoso - diviso tra la Maison de Victor Hugo e il cimitero du Père-Lachaise.

Tralasciando la maison del mio amico Victor (con il cui busto ho anche fatto una foto, perchè sono pazza psicopatica, ovviamente), non posso non citare due momenti salienti della visita al cimitero.


Momento 1 - davanti alla tomba di Jim Morrison

Sedicenne n°1: La tomba di Jim Morrison, la tomba di Jim Morrison!

Sedicenne n°2: Fammi una foto con la tomba sullo sfondo

Sedicenne n°3: Che emozione, ci siamo davanti davvero

Sedicenne n° 1: Scusate, ma poi chi era Jim Morrison?

Sedicenne n°2: Non lo so, uno famoso comunque

Sedicenne n°1: Si, ma cosa faceva?

Sedicenne n°3: Non lo so, ma c'è scritto ovunque di venire a vederla perchè è la più visitata!

Nel frattempo io e un altro ragazzo ci siamo scambiati una lunga ed eloquente occhiata, allontanandoci e cercando di evitare ogni commento.


Momento 2 - lungo un viale del cimitero

Mi sto aggirando coi Macbeth nelle orecchie - perchè ascoltare Gothic Metal in un cimitero fa il suo discreto effeto - e sto sfogliando l'agenda con tutti gli appunti, perchè prendere una mappina era troppo semplice e volevo complitarmi la vita, quando sento una voce alle mie spalle.

Guardiano: Signorina!

Io: Si?

Guardiano: Cosa sta cercando?

Io vengo colta dal panico e mi dimentico chi stavo cercando.

Guida: Per caso la tomba di Jim Morrison?

Io penso che qui sono un pò tutti fissati, perchè va bene che Jim è Jim, ma ci sono fior fiori di morti celebri nel cimitero oltre a lui!

Io: No, in realtà sto cercando la tomba di Eugène Delacroix.

Momento di silenzio, i due mi guardano palesemente stupiti

Guida: Lei per caso è una pittrice?

Io: Assolutamente no, non so nemmeno tenere un pennello in mano, ma Delacroix mi piace.

Guida: Ah! Se vuole la accompagno, sono una guida del cimitero.

Io: Perfetto, magari poi dopo saprà indicarmi anche le tombe di Molière, Apollinaire, LaFontaine, Edith Piaf, Simone Signoret, Chopin, etc....

Guida: Certamente

E così ho vinto una guida turistica tutta mia per un'intera giornata, che non solo mi ha aiutato a trovare le tombe, ma mi ha raccontato un sacco di storia e di aneddoti su gente più o meno sconosciuta. E il tutto assolutamente aggratis. Ah il fascino italiano!!!

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Di ritorno da una piacevole serata in pizzeria con Angela, Loik, Nicoletta ed Emanuele.

So che andare in pizzeria a Paris fa molto italiani che non vogliono integrarsi, in realtà amiamo tutti abbastanza la cucina francese - e Loik è francese, per di più - ma abbiamo deciso per la pizzeria perchè in quella dietro casa mia c'è sto cameriere terribilmente carino e avevo assolutamente bisogno di rivederlo.

Vorrei terribilmente conoscerlo meglio, scambiarci qualche parola in più che non siano le ordinazioni, ma non ce la posso fare: ogni volta che si avvicina o che lo vedo perdo completamente l'uso della parola e resto imbambolata come una scema.

Non solo è troppo bello, ma è pure simpatico. In più stasera si è dimenticato di farci pagare gli aperitivi...o forse ce li ha offerti, colpito dal mio fascino. Devo assolutamente andare più spesso a comprare la pizza lì, che a maggio sarò nuovamente a casa, in Italia, e lui prossimamente partità per la Spagna, a quanto credo di aver capito la volta scorsa.  

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giovedì, marzo 06, 2008

Settimana di grandi cambiamenti alla CIA.

Intanto Mirko se n'è andato e non ritorna più e la metro delle 9.30 senza lui....no, questa era una canzone della Pausini, più o meno.

Dicevo, Mirko è tornato in Italia con dispiacere un pò di tutti - soprattutto di Gavaina - ma al posto suo abbiamo gadagnato, tra una cosa e l'altra, quattro nuovi/e stagiaires: Nicoletta, di cui forse avevo già parlato, Desirée, Simone e  Sandra. O meglio, Sandra arriva lunedì, ma già la conto.

In totale, quindi, siamo  sette stagisti con praticamente nulla da fare. Davvero divertente. Cioè, divertente tantissimo, perchè è più il tempo che passiamo a sparare cazzate che a lavorare. In più ci si è aggiunta anche la segretaria della direttrice e, un pò, anche il bibliotecario quindi l'ultima settimana l'abbiamo passata a piangere dalle risate.


Tanto per dire, oggi Angela telefona in un ufficio a caso convinta di telefonare a me. Risponde, invece, Desirée e il dialogo, a quando mi hanno raccontato è stato:

A: Hey

D: Dimmi Ilaria

A: Ma non sei te, Ilaria?

Ma benissimoooooooo, sono sempre nei loro pensieri, che tenere!


A fine giornata, mentre bevevamo un pò di Porto nell'ufficio della nostra Responsabile, Desirée chiede:

D: La Direttrice viene da Napoli?

I: Non tutti i giorni...

Attimo di silenzio, poi tutti morti dal ridere.

Si, sono davvero simpatica, lo so, non c'è bisogno che me lo ricordiate.


 

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sabato, marzo 01, 2008

Ieri sera, dopo il lavoro, sono andata a cena con Gavina, Mirko e due suoi amici, un ragazzo di Bologna e una ragazza tedesca, che non parlano il francese.

Dopo varie ed eventuali peripezie riusciamo a  sederci al tavolo di un Hippopotamus, una catena francese anche discretamente rinomata, a quanto ho sentito dire.

Sfogliamo e risfogliamo il menù e cerchiamo di tradurlo in italoinglese perchè, tra una cosa e l'altra, i piatti sono descritti solamente in francese e, si che ci sono le foto, ma un turista come fa a capire? 

Ricordo sempre che io e l'inglese ci odiamo - e infatti ieri non ho spiccicato nemmeno mezza parola e la tipa avrà pensato che sono deficente - ma mi metto un pò anche dalla parte del resto del mondo e non solamente da quella mia e dei francesi - che in questo la pensiamo uguale -

Insomma, ridendo e scherzando alla fine sbotto : Il menù potrebbero scriverlo anche in inglese, nemmeno fossimo nell'ultimo dei bistrot!!!!!

Facendo morire dal ridere Mirko e Gavina perchè l'ultimo dei bistrot gli fa troppo ricordare il linguaggio da romanzo ottocentesco.

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giovedì, febbraio 28, 2008

Presi da somma noia e grande voglia di sdrammatizzare le tragicomiche vicende quotidiane abbiamo aperto un blog sulla vita all'Istituto CIA.

Lo si trova qua: UBI MAIOR

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martedì, febbraio 26, 2008

.: Chi lo sa :.

Conto alla rovescia per l'arrivo della Val il  18 marzo. Dovro' anche trovarle un regalo di compleanno, nell'attesa.


Il 19 marzo evento con Monicelli a cui devo assistere. Il 20, invece, qui all'ufficio CIA arriveranno Stefano Benni e Daniel Pennac. Sono già terribilmente emozionata, Pennac é il mio mito da quando ero bambina.


Ieri ho studiato un paio d'ore al Pompidou e sono stata benissimo, c'é un silenzio miracoloso e un'aria da biblioteca - ovviamente - emozionante. Lo adoro.


Oggi ho lavorato nella biblioteca-CIA con Angela  e Nicoletta e ci siamo occupatedei libri e della catalogazione dei DVD. EmoSSIone.


Tra un paio di minuti vado a lavorare per la Direttrice, a quanto ho capito. Qui le cose si fanno serie.


Ho voglia di diventare mamma.

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domenica, febbraio 24, 2008

Ieri sera il programma prevedeva puntatina al Buddha Bar con Mirko, Gavina, la mia coinquilina, Chiara, Emanuela, un'altra ragazza di cui non ricordo il nome e José, un ragazzo spagnolo, così almeno si poteva parlare un pò di spagnolo e non ricadere nel solito e familiare italiano.
All'entrata del Buddha Bar, però, ci hanno lasciato fuori perchè José aveva le scarpe da ginnastica e, evidentemente, non andava bene - o era una scusa come un'altra per non farci entrare perchè eravamo in troppi -
Si è dovuto, così, fare un veloce cambio di programma e la coinqui ha deciso per LeParisParis, un locale branché in cui era già da un pò che mi voleva portare.
Arrivati davanti all'ingresso Mirko usa la sua miglior arte oratoria per farci entrare - per me si poteva andare da un'altra parte, troppo sbattimento, ma almeno la coinqui per una volta era contenta - e ci riesce. Otteniamo così un "tornate tra venti minuti che adesso la serata non è ancora iniziata". Nel dubbio che ce l'avessero detto per liberarsi di noi siamo rimasti piantati lì davanti - che non credo essere molto branché come comportamento - finchè non hanno aperto e ci hanno fatto entrare praticamente per primi.
L'ingresso, effettivamente, non era malaccio. La musica, però, era decisamente troppo alta nonchè francese ed orrenda. Ci siamo sistemati su alcuni divanetti, sistemati in modo che parlare diventasse davvero difficile, e abbiamo bevuto un costosissimo cocktail aspettando che qualcuno di meno branché di noi aprisse le danze.
Dopo non moltissimo tempo José, Mirko e Gavina ci hanno abbandonati - per altro devo avvisare José che mi è rimasta la sua sciarpa nella borsa - e siamo rimaste solo donne a volteggiare poco convinte nella pista da ballo, scansando francesi che si espandevano e camerieri che dovevano passare ad ogni costo accanto a noi.
Ad un certo punto abbiamo anche pseudo socializzato con un francese nemmeno troppo male, ma i francesi sono veramente l'anti del marpionaggio e il nostro intento, farci offrire una coppa di champagne da un ricco e branché francese, non è riuscito,
Così, storidte dalla musica alle 3.00 siamo uscite e ce ne siamo tornate quatte quatte a casa, risparmiando pure i soldi del taxi perchè il Noctilien arriva giusto giusto sotto casa nostra e ne passava uno in quel momento.

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giovedì, febbraio 14, 2008

Questo pomeriggio mi sono simpaticamente scoppiata una conferenza di SEI ORE su Garibaldi e il movimento garibaldino, nonchè sulla linea di unione tra camicie rosse e camicie nere.
Il tutto può essere riassunto nella frase che una professoressa dell'Università di Bologna ha espresso in un francese non propriamente francese: "Mussolini era il San Francesco del fascismo". Angela ed io ci siamo letteralmente cappottate dalle risate.
L'aspetto positivo della conferenza è stato che, tra il pubblico, c'era il giovane professore mio futuro marito e, soprattutto, prima della suddetta conferenza mi ha anche parlato per chiedermi un paio di informazioni.
A fine conferenza, comunque, sono stata anche ingaggiata come microfonina e, con il mio innegabile charme, ho passato un'ora e mezza a fluttuare in mezzo al pubblico passando il microfono, ne farò sicuramente il mio futuro lavoro, una volta tornata in Italia.  

Sembra che la febbre mi sia passata, e questo non può che essere un bene, così questo fine settimana potrò darmi a folli folleggiamenti. Il programma, per il momento, prevede una visita al cimitero di Père Lachaise dove, mannaggia a me, non sono ancora riuscita ad andare.
Visto il freddo polare che fa in questi giorni sarebbe più consigliabile stare in casa, ma non posso farmi mummificare viva nel bilocale.
E' arrivata una nuova stagiaire, Nicoletta, che mi ha già fatto scoprire luoghi interessantissimi, come un piccolo teatro in cui, dal 1957 ad oggi, danno solo soltanto e solamente La cantatrice chauve di Ionesco, pièce del teatro dell'assurdo che amo particolarmente.
La settimana prossima Angela, Gavina e Mirko vi saranno trascinati anche contro la loro volontà. Evviva la democrazia!!!!!

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mercoledì, febbraio 06, 2008

.: ExpoCIA :.

Ieri siamo stati reclutati per allestire lo stand alla Fiera dei Servizi Segreti che si tiene a Paris dal 6 al 9 febbraio.
Allestire lo stand, in realtà, è un fine eufemismo per indicare le operazioni di carico/scarico pacchi, tavoli, sedie, espositori, televisioni, roba varia.
Chiaramente perchè chiamare persone abili a tale operazione quando si possono utilizzare, gratuitamente, gli stagiaires? Sono domande che non ci si dovrebbe nemmeno porre, ma per ammazzare il tempo sto qui a farmele.
Dopo otto anni di Scout, comunque, non è che qualche decina di pacchi, contenenti libri e cataloghi, potesse spaventarmi e così, armata di molta pazienza e forza bruta ho faticato avanti e indietro, per un sacco di ore. L'orario di lavoro, infatti, sarebbe terminato alle 18, ma non si sa bene perchè siamo usciti di lì - per ultimi - alle 20.45. Il posto della fiera, per altro, non è nemmeno troppo vicino a casa, così ho impiegato tipo un'ora di metropolitana prima di arrivare al mio amatissimo focolaio domestico.
In realtà avremmo anche allestito lo stand, ma in maniera così orribile che preferisco non parlarne e sperare che, domani quando sarà il mio turno di starci, sia bruciato tutto e non mi resti nient'altro da fare che flirtare con quelli degli altri stand.
Nervosismo a mille, proprio.
Voglio dire, va benissimo essere sfruttata per camallare pacchi e pacchettini, ma se poi cerco di darti un consiglio su come allestire lo stand al meglio - cosa che, per altro, ho studiato nel corso di Marketing in cui sono diplomata - potresti almeno fare finta di ascoltarmi e di prendere in considerazione la mia idea (o quella di Gavina, per esempio) e non cassarmi fottendotene.
Per fortuna oggi ho guadagnato una giornata di ferie, anche perchè stamattina mi sono svegliata con mal di gola, mal di orecchie e raffreddore e sto prendendo mille medicine per impedire alla febbre di attaccarmi.
Domani ci sarà tantissimo da ridere.

Cambiando completamente argomento, giuro che prima o poi riprendo a commentare le partite della Fortitudo, è che con un computer in due è difficile averlo al momento giusto.

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domenica, febbraio 03, 2008

Oggi prima domenica del mese e, perciò, alcuni musei  sono simpaticamente gratis.
Tra questi c'è la Cité Nationale de l'Histoire de l'Immigration il cui sito mi è stato particolarmente utile durante la scrittura della mia tesi di laurea.
Possiamo, in effetti, dire che senza quel sito alcune idee non mi sarebbero neppure venute in mente; grazie al sito e non grazie al museo perchè questi ha aperto solamente questo autunno e, perciò, non è che potessi venire a Paris per chiedere di visitare una cosa ancora non conclusa.

La Cité piacerebbe terribilmente ad Arancione e alla sua tesi, perchè non è un museo tradizionale, ma estremamente innovativo ed interattivo; anche un pò alienante, a dirla tutta.
All'ingresso, infatti, vengono consegnate audioguide personali che permettono di ascoltare ulteriori spiegazioni rispetto a quelle già esposte e, soprattutto, di fruire dei filmati che sono presenti un pò lungo tutta l'esposizione.
Oltre a queste audioguide ci sono numerosi punti in cui, attraverso schermi e touchpad, si possono eseguire alcune attività ludiche che rendono la visita estremamente piacevole e permettono un pò a tutti, bambini compresi, di interessarsi all'argomento che, di per sè, non è semplicissimo.
L'unico neo -  che poi non è veramente un aspetto negativo - è che mi sembrava di star rileggendo la mia tesi, praticamente i discorsi e i punti di vista erano un pò gli stessi, perciò se han fatto un così bel museo anche la mia deve essere stata una così bella tesi (modestia mode on, proprio).
Alla fine della mostra c'è uno spazio, simile a un salottino, con alcuni computer che permettono di approfondire il tema dell'immigrazione attraverso un persorso tematico composto da domande e risposte ed integrato da alcuni video e da un film. Forse non mi sono spiegata benissimo, ma si capisce lo stesso quello che voglio dire.
C'è anche una galleria che offre la possibilità al pubblico di prestare, o regalare, materiale sulla storia dell'immigrazione della propria famiglia, per esempio.
Infine, al pianterreno c'è un Forum per i dibattiti con un gabbiotto in cui i visitatori possono creare un filmato in cui raccontano la propria esperienza e lasciare, così, una traccia di sé nella storia complessa di questo paese.

Meno soddisfacente, purtroppo, è stata la successiva visita al Cinematografo.
Non che non ci fossero bei materiali o spunti interessanti, ma tuttosommato non è niente in confronto al Museo del Cinema di Torino, perciò il confronto mi ha un pò deluso.
Di interessante, invece, deve avere l'archivio, la biblioteca e la mediateca che mi ripropongo di andare a visitare una volta o l'altra.

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sabato, febbraio 02, 2008

In un certo senso sto vivendo il tipico Erasmus che, per vari motivi, quando ero a Lyon avevo vissuto diversamente.
Giovedì sera seratina relax a casa di Mirko con Chiara e, successivamente, Daniele.  In realtà il programma originale era differente, ma siamo stati un pò paccati da tutti così non c'è restato altro da fare che guardare L'appartamento spagnolo comodamente sdraiati sul letto-divano.
Che poi, a dire il vero, il film io l'avevo anche già visto, a Lyon, ma come Etere potrebbe confermare non ero in codizioni di seguirlo molto, quindi l'altra sera è stato come se lo vedessi per la prima volta.
Inoltre, come direbbe Arancione, sono un'ospite proprio simpatica visto che, oltre ad autoinvitarmi a dormire li un pò a caso, mi faccio anche preparare la cena, prestare roba a caso e tra un pò mi farò dare le chiavi di casa (ora esagero, ma comunque se andiamo avanti così...)

Tutto questo, in realtà, per anticipare le cose davvero seriose del post in oggetto; nel senso che c'è un motivo per cui ultimamente mi ritrovo sempre lì - eh no, non è perchè ci abitano bei ragazzi...che potrebbe essere una buona ragione, ora che ci penso - e tale motivo sarebbe, ne parlavo ieri sera con Gavina, che la loro è una casa-casa, in cui si respira aria di casa vera, un pò all'appartamento spagnolo del film, in cui c'è sempre gente che entra e che esce, che dorme o che mangia. Un posto in cui rilassarsi, ma anche divertirsi, con persone davvero staordinarie, con cui mi sento a mio agio - e non parlo solamente dei due effettivi inquilini, ma di tutti quelli che gli gravitano attorno - e, come si sa, per me non è così facile trovarmi a mio agio con persone estranee o conosciute da poco.

Finita la parte seriosa ed introspettiva, o quasi, del post, torniamo alla serata di ieri sera che ha visto me, Chiara, Mirko e Gavina cenare nella casa un pò di tutti (no, ma sarà anche contento di sapere che la chiamo così casa sua) subito dopo essere usciti dal lavoro, tanto perchè mai dovrei tornare a casa, ogni tanto?
Quindi, cena con pasta alla carbonara e caprese - tutto by Mirko, ovviamente - veloce lavaggio e truccaggio e raggiungimento della casa di Daniele, dove avevamo appuntamento con lui, William, Jonas, Silvia e un cinese di cui non ho ancora capito il nome, per poi andare tutti insieme alla festa di compleanno di Renato.
Festa organizzata in un locale a noi sconosciuto e che ci ha costretto a girare per tipo un'ora e mezza esposti al freddo, al gelo e alla stanchezza.
Alla fine il locale l'abbiamo trovato, ci siamo fatti perquisire all'ingresso, siamo usciti perchè poco convinti, siamo rientrati e siamo rimasti li a ballare fino alle 6.00 del mattino.
La musica era ssolutamente meglio di quella dell'altra volta, così sono riuscita a farmi trasportare in balli sexy e struscianti con Daniele, che continuava a ripetermi "Non saltare, cammina coi piedi a terra e ancheggia". Mi stavo rotolando moltissimo dalle risate, ma si sa che la sottoscritta non possiede molto il senso del ritmo. Sono riuscita anche a ballare su un cubo improvvisato da Jonas, utilizzando un simil pouf quadrato e, addirittura, con Chiara e William abbiamo ballato inginocchiati a terra.
La cosa grave è che non ero nemmeno ubriaca, perchè avevo bevuto solamente una caipirinha e non é che l'effetto alcolico sia durato tutta la notte.

Ovviamente aspetto ancora che tutta questa mia verve sociale scompaia restituendo la illa asociale e chiusa in casa, ma finché vogia ed energie resistono perchè farsi mancare qualcosa...

 

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mercoledì, gennaio 30, 2008

Avrei davvero mille cose da scrivere, per lo più serie e riflessive, che mi aiutino a rimettere in ordine i miei pensieri.
Il fatto è che non so da dove cominciare, non so nemmeno se cominciare. Sono due o tre giorni che le parole mi frullano in testa, ma come al solito non ho carta e penna al momento giusto e, ora che sono davanti allo schermo, le frasi si sovrappongono incoerentemente, cercando di soffocarsi l'un l'altra.

Non posso non citare la conferenza sull' Europa di ieri sera che ha visto, tra i partecipanti, Jacques Delors. Più che altro non posso non citare il fatto di aver visto (e sentito) dal vivo tale illustre personaggio; è stata sicuramente un'esperienza interessante, nonostante ogni tanto il mio francese si ingarbugliasse un pò e perdessi il filo del discorso. C'è da dire anche che, a volte, mi mancavano riferimenti storico-politici essenziali alla comprensione del discorso e potrei anche pensare, con calma, di approfondire le mie conoscenze in materia. Un riassunto sarebbe anche gradito.
Mi sono anche un pò innamorata a prima vista di un giovane professore di SciencesPo e, per me che se non sono piccoli nemmeno li guardo, trovare interessante un circa trentenne ha della novità.

In tutto questo c'è anche da dire che sono stanca e distrutta perchè ieri avevo le scarpe col tacco alto e stare in piedi tutto il giorno è faticoso; in più, dopo la conferenza, siamo andati a mangiare una crèpe tutti insieme ed è stato divertente, ma mi ha fatto tornare a casa all'una. Non so quanto il mio fisico reggerà tutta questa socievolezza, non ci sono veramente abituata e ho un pò paura di esplodere.
Non sto trovando un vero equilibrio: mangio davvero poco, più che altro schifezze, e dormo ancora meno. D'accordo essere giovani, ma poi il fisico, soprattutto se non abituato, non regge.
Già cominciano ad intravedersi i primi segnali del riapparire del mio alterego, non sono cose piacevoli soprattutto per chi non mi conosce ancora bene.

Credo, però, che tutta questa mia socievolezza non sia solamente una maniera di integrarsi e di sopravvivere in quel di Paris, ma sia propriamente un lato un pò nascosto del mio carattere. Da che sono in questa città da sogno, del mio sogno, sono piena di una voglia di fare ancora più forte di prima ed essere circondata da due o tre persone intelligenti e decise, o che per lo meno a me appaiono così, in parte mi è molto di stimolo, mi aiuta a combattere la mia atavica ed un pò innaturale pigrizia, restituendo quell' Ilaria attiva che da qualche anno esiste solamente in parte.
D'altra parte, però, essere circondata da tutta questa decisione fa riapparire quell'insieme di insicurezze a cui Ilaria cerca di non pensare, da quando ha scoperto di non sapere cosa vuol fare nella vita, e l'insicurezza è qualcosa in cui non mi riconosco, una parte di me che non sono ancora riuscita ad accettare e che mi ostino a nascondere in qualche angolo recondito.
Ho bisogno di un progetto, perchè questa vita un pò improvvisata mi lascia spaesata e rischia di annientare tutte le mie forze e più mi sento debole, più mi combatto.

In realtà non erano proprio queste le cose di cui volevo scrivere, questa sera. Eppure avevo bisogno di mettere a nudo le mie insicurezze, attraverso parole in cui già non mi riconosco più nonostante siano le mie.
Forse ho solamente bisogno di sentirmi per un attimo importante, di provare un vero slancio per qualcosa o per qualcuno, di interessarmi davvero a qualcosa di mio.
Forse ho solamente bisogno di smetterla coi miei complessi di inferiorità perchè non ne è davvero il caso e lo so benissimo da sola.
Forse ho bisogno di me o forse è proprio da me stessa che devo allontanarmi, per capirmi meglio.

Egoistica ed egocentrica come al solito, prima o poi riuscirò a smettere di esserlo e potrò concentrarmi su chi mi sta davvero intorno.
Abbasso la timidezza e l'insicurezza, da domani voglio riuscire anche io ad esprimere le mie opinioni che, in fondo, dovrò pur avere, da qualche parte. Non sono mica una bambola di pezza. O forse si. O forse no.

A dirla tutta, e con questo finisco questa lagna di post, la cosa di cui avrei più bisogno in questo momento è un buon bicchiere di alcool, un paio di amici pescati a caso dal grandissimo mazzo che possiedo - e che sono fortunatissima ad avere, me ne rendo ogni giorno conto, nonostante sembra spesso lo dia per scontato - e divertimento sfrenato, che vuol dire risate fino alle lacrime, chiacchiere futili e serie tv, di cui sto seriamente cominciando a sentire la mancanza.

| .D.a.R.k.A.n.G.e.L. e il suo tè delle 21:28 |
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